Caro Blog…

Caro Blog, abbiamo incontrato Luke Evans…

Martedì 30 settembre (2014) è cambiato il nostro mondo! Sembrerebbe la solita frase fatta, ed effettivamente lo è, ma è quanto di più vero descrive ciò che è successo al “Luke Evans Addicted – Italia”.

Nel primo pomeriggio di martedì infatti appare una notifica, una nuova mail è arrivata all’ indirizzo di posta del “LEA” ( è così che ti chiamiamo, sì!). Non so come Adele sia riuscita a leggerla tutta, se fosse sotto shock o in lacrime o saltando per la casa, ma posso dire che da quel momento mi ha tempestato di messaggi in caratteri cubitali, e di chiamate a cui non potevo rispondere. Eravamo stati invitati a proiezione e conferenza stampa di Dracula Untold, a Roma, e con un bel mesetto d’anticipo rispetto all’uscita nelle sale.

Le ore immediatamente dopo furono una serie di “ma abbiamo capito bene?”, “leggila anche tu”, “cavolo non posso risponderti”, “avvisa Terry”, “avvisa Gian”, “cavolo non posso mettermi ad urlare come una BM, sto lavorando” e così via.

Puoi immaginare cosa succede ad una persona quando è vicina ad un sogno? Quando ha dedicato 3 anni, tutti i giorni, a qualcuno o qualcosa per passione (e tu lo sai) e le viene detto che dall’oggi al domani, quella passione potrebbe prendere forma realmente avanti ai suoi occhi?

Che quell’attenzione risposta in un ragazzo gallese, che un giorno dopo l’altro hai visto avvicinarsi all’essere una star hollywoodiana, diventa qualcosa di tangibile?

Spero di sì, perchè non saprei descriverla!

Rintracciati gli altri admin, la follia era diventata cosmica: libri riposti, impegni rimandati, l’unico vero pensiero era: dobbiamo assicurarci di aver capito bene, dobbiamo prenotare treni e alloggi.

Puglia,Campania,Umbria, ecco dove vive il tuo staff, Roma non era dietro l’angolo per tutti.

In attesa della conferma, ho vissuto la prima di una serie di notti felicemente in bianco 😀

Il primo giorni di ottobre portava con sè una certezza: si parte! O meglio saremmo partiti l’indomani ma c’erano un po’ di cose da sistemare, a volte anche prendersi due giorni di “via libera” risulta impossibile. Altro giorni di messaggi, mail, w.app, telefonate, tanti se e tanti ma, tanti sorrisi, adrenalina, incredulità, felicità da farti venire il capogiro.

Altra notte insonne, mancavano le foto da far autografare, mancavano i biglietti del ritorno, mancava un portafortuna da donargli, il bagaglio ancora sfatto, soprattutto mancavano gli uniposca colorati – LOL – si! Gli uniposca! Non potete immaginare quanti messaggi anche su un uniposca!

Tutto quello che era inerente a quei due giorni era diventato il centro del mondo!

Arriva il due ottobre, il trolley aperto sul letto, ed io che penso “ci siamo quasi”, un sorriso che non mi lascia da oltre 40 ore e squilla il cellulare, Adele è alla stazione ma un posto sul freccia rossa non c è. Una doccia gelata, ed ora?

Tutte le altre combinazioni le avrebbero fatto perdere la proiezione del film, 7 ore di viaggio e perdersi il film in anteprima?!!

I minuti passavano, le soluzioni svanivano, la partenza si avvicinava. Una serie di chiamate staccate tra un tentativo e l’altro: viaggiare in piedi, pagare una multa in anticipo, prendere quello successivo e arrivare per la notte? Altro non c’era.

Poi la fortuna si è ricordata che non l’avevamo cercata, si era presentata senza invito e non poteva andar via così, almeno un favore ce lo doveva, ed ecco liberarsi un posto a pochi minuti dalla partenza. La prima era diretta a Roma!

Il mio bagaglio era ancora aperto, sembrava non ne avessi mai fatto uno in precedenza. Pensi che l’ abbia chiuso senza dimenticare metà della roba utile a casa? Ecco bravo, non pensarlo minimamente! Per fortuna sulla strada verso la stazione ci sono negozi, per fortuna Adele aveva il resto.

Ore 15, si parte! Il cellulare mezzo scarico, la presa sul treno che funzionava male, appuntamento preso davanti al McDonald, e via a programmare i post sulla storia di Vlad. Sono arrivata a Roma senza batteria!

A distanza di un annetto tornavamo a Roma, per piacere. E che piacere! Apparentemente calme e lucide ci incontriamo e usciamo da Termini sotto il diluvio! Arriviamo in camera e l’unico pensiero era cacciare il foglio con le info già segnate, precauzione presa per non perdersi, anche se a Roma ci sei stato, certe cose ti rendono un po’ distratto.

Svuoto il trolley zuppo d’acqua, mettiamo a caricare la tecnologia, ci accertiamo che non ci siano contrordini e ci prepariamo. Uno di quei momenti in cui mangiare, bere e quant’altro sembra superfluo, l’adrenalina sotto le spoglie di normalità e sorrisi ti tiene in piedi e vigile. (Le ultime parole famose…)

Visto che non avevamo voglia di far altro, scendiamo con un’ oretta di anticipo, avremmo potuto fare un giro nella zona del cinema. AVREMMO! Perché sì, dimentica tutto quello che ho scritto ( precauzioni sulla metro, uscita anticipata); scendiamo dalla metro e dal sotterraneo esclamo: “non mi pare possa corrispondere all’ uscita su quella piazza!” Avevo sbagliato fermata! (Disastro!)

Il problema era che conoscevamo la piazza, sapevamo dove andare, ma non so perchè nella mia mente partiva in automatico l’indicazione di un’altra piazza. Con somma pazienza Adele mi segue mentre provo a risvegliare il neurone ed una signora gentilissima mi fa tornare la memoria. Siamo ancora in tempo, torniamo indietro e finalmente eccoci.

Ore 20:30, si abbassano le luci proiettano la pellicola. Mani incrociate, e dopo i vari loghi, la voce inizia a parlare in inglese: due facce che sembravano la Pasqua! Abbiamo potuto vedere la pellicola in lingua originale! Tra un commento della critica e l’altro, tra risatine snobbanti a destra e facce poco convinte a sinistra, certo! Ma non temere, nulla ci ha rovinato la visione del primo film da protagonista di Luke! Perchè lui sul grande schermo Ti Cattura!! La critica…d’altro canto, recita il suo di copione! 😛

Finisce il film e ci tratteniamo un po’ in giro, senza sapere realmente cosa voler fare, avessimo saputo, in tempo reale, che era poco distante nello store Diesel…forse avremmo passato la notte al fresco per disturbo della quiete pubblica 😀

Invece con calma ci avviamo in camera, comunichiamo con gli altri admin per le ultine news e finalmente mi ricordo anche di dover avvisare qualcuno che sono ancora libera e su suolo italiano. 😀

Finalmente comode, Gian ci rassicura che è confermato, è già a Roma, all’ inaugurazione appunto. Fino a quel momento non avevo mai pensato che potesse non esserci l’ indomani. Sarebbe stata una catastrofe emotiva!! U.U

Il sonno non arrivava, invece arrivavano i messaggi degli amici che volevano sapere del film. Noi due che parliamo facendo finta di nulla, come se il domani non fosse imminente, ma senza mai guardarci in faccia, credo che avrebbe reso tutto troppo reale, con il rischio di crisi di ridarella, sì di quelle isteriche! Nuova notte in “dormi veglia”.

Ovviamente quando la sveglia suona siamo già in piedi, già frenetiche, già on line per sentire le altre. Quello che non mi aspettavo era il nervosismo che portavo addosso, un formicolio continuo, le mani fredde e Adele che propone di farmi fare una camomilla. In questo mese avrei voluto chiederle come le sembravo quella mattina, dov’era l’algida compagna di stanza che aveva fino alla sera prima , ma non l’ho fatto 😀

A colazione facciamo una campagna promozionale per il film con i nostri ospiti romani, prendiamo i bagagli e ci avviamo a Termini, il Gianicolo ci attende!

Gli autobus erano zeppi, i tassisti troppo “in disaccordo” ma la fortuna che si era presentata pochi giorni prima decide di rifare capolino ed un tassista gentile e socievole ci accompagna all’ incontro dei nostri sogni!!!

Ci manca ancora un po’ all’ ora X, Terry e Susy ci attendono all’ingresso (il loro viaggio era iniziato all’alba quel giorno), avevano già ispezionato i luoghi. Quindi saluti, abbracci, foto di gruppo e via, dirette alla terrazza del photocall.

Mi sembra di ricordare che alle mie spalle la stampa si organizzava per decidere dove gli scatti avrebbero avuto miglior resa, che nell’attesa ci fosse un buffet a tema vampirico, che probabilmente ho messaggiato le cose più assurde alle amiche a casa; quello che invece mi è chiaro è aver fissato per tutto il tempo il giardino e gli accessi da cui pensavo potesse sbucare.

Tutto inutile, per il photocall gli ospiti non erano ammessi, quindi lasciate andare le idee più assurde per accelerare la sua scesa dai piani alti o dovunque fosse, ci dirigiamo nella sala della conferenza. Ci appare subito chiaro che, per i nostri progetti di ripresa frontale, restare in piedi è la scelta migliore, inoltre di stare ferme lì in attesa non se ne parlava, la calma era solo apparente, quindi andando avanti e indietro dal corridoio, provando a rintracciare la persona che ci aveva contattato per regalarci l’inimmaginabile, avvicinandoci alla vetrata da cui si vedeva la terrazza, facciamo passare quest’ attesa, questo ritardo che ci separava da Luke in carne ed ossa.

Ascoltando in silenzio il chiacchiericcio sul film, sugli attori, sull’evento, ricordandoci sempre che essere fan è un’ arma a doppio taglio e che la nostra “lingua sciolta” non sempre aiuta, riprendiamo l’andirivieni facendoci pervadere dall’unico pensiero davvero importante, a breve saremmo state nella sua stessa stanza!

E poi…ipnosi … c’è Sarah Gadon ai piedi della scala, sta attendendo, sono andata direttamente il più vicino possibile alla vetrata. Ed eccolo, il ragazzo alto, troppo alto rispetto a quel che pensavo, dai capelli corti, abito scuro che scende la scala, si avvicina a lei e dopo si dirige da quest’altra parte, i fotografi lo richiamano dalla terrazza, lui si gira e alza la mano per salutare (vorrei vederla quella foto, proprio quella). Eccolo di nuovo rivolto verso la vetrata, no che dico, eccolo proprio dall’altra parte della vetrata! È … lui è … è!

Lui è lì ed è magnifico, sembra sereno; è sorridente, rilassato.

Si incammina verso l’ingresso della sala e noi lo seguiamo con gli occhi tornando ai nostri posti. Che dirti? Vederlo entrare e salutare in italiano ha sciolto ogni nervosismo, c’eravamo! Finalmente! Tre anni e potergli dire CIAO!

Ascoltiamo le domande e le risposte, non senza commentarle live, inutile dire che non le gradivamo tutte e dalle sue espressioni non tutte saranno piaciute nemmeno a lui. Ma Luke non scoccava battutine, rispondeva serenamente, con allegria e/o serietà, era piacevole sentirlo parlare finalmente senza uno schermo e delle cuffie. Sarei stata lì tutto il giorno a chiedergli le cose più disparate, le curiosità che ha un fan e che non avranno mai risposta, nulla di privato, curiosità circa il suo lavoro o le sue idee. Ma non era quello il sogno di quel giorno, forse in futuro troveremo un modo per saperlo.

Ad un tratto Adele decide che, non essendo certe di poterlo incontrare dopo, era il caso di prendere il microfono, decidiamo che la nostra domanda è per Sarah, vogliamo che Lei ci dica qualcosa di Lui.

La beatitudine di quel momento, quello in cui alza gli occhi per vedere chi pone la domanda, ricambia il saluto a mano e poi capisce chi siamo è stato qualcosa che non ha pari.

“Oh”, “Oh my God” sono state le sue parole.

Quelle tre parole che ancora rimbombano nelle nostre orecchie!

Poter interagire con lui: Oh My God! Vedere il suo sorriso rivolto a noi: Oh My God!

Con un sorriso che credo ci accompagni da allora al solo ricordo, ascoltiamo il resto della conferenza. E poi lui puff esce dalla porta e scompare.

Cosa avremo fatto noi? Dato fastidio XD

Non ce ne saremmo andate senza rivederlo, avremmo messo le tende avanti alla location, saremmo finite ipoteticamente al fresco per il secondo giorno di fila. Per fortuna solo ipoteticamente!

Girovaghiamo un po’ per l’albergo, scambiamo quattro chiacchiere con persone che finora avevamo “sentito” solo on line, responsabili di altri blog e siti cinematografici, e ritroviamo il nostro angelo custode! Roberta non ci assicura che scenderà prima della prossima tavola rotonda con la stampa, ma ci permette di fare foto in giro, ci promette che ci farà sapere come potremo interagire con lui, troverà un modo.

Non divago sull’attesa perché sto già tergiversando troppo, sappi solo che avevamo ideato le soluzioni più assurde 😀

E mentre ancora ci accordiamo, ecco che alle mie spalle vedo arrivare a passo veloce un ragazzo in abito scuro ma senza giacca, era sbucato dal corridoio e si era diretto nel giardino, fermandosi poco distante dai pochi presenti. Hai presente quando guardi qualcosa ma non sei sicuro di quel che vedi e devi distogliere lo sguardo e poi guardare ripetutamente per esserne certo? Era così!

ERA LUI! Da quel momento la lucidità è andata davvero a farsi un giro sulle montagne russe!

Luke è caloroso! Ci siamo presentate e lui è stato semplicemente perfetto! Dopo aver parlato un po’, ci siamo ritrovate avvolte nei suoi abbracci, lunghi e stretti, una per una.

Totalmente inaspettato, all’inizio avevo un dubbio: potevo ricambiare la stretta? Disarmata dalla sua spontaneità, vedere che è socievole tramite foto e video non ti renderà mai pronto!

Dopo gli abbracci, è ancora lì, disponibile alle foto, ancora una per una! (Ora dovremo rintracciarlo perché ce ne serve una di gruppo u.u)

E poi l’autografo, alla pagina! A te, LEA!

In quel momento ho capito d’esser davvero in tilt, il contatto ravvicinato, aveva portato il suo bel danno, non riuscivo ad articolare il suo nome, me ne usciva un altro. È stato drammatico, non c’era luogo dove sprofondare, ma forse ha capito che era colpa sua se ero in shock, ha messo tre baci sotto la firma. U.U

La tavola rotonda lo attendeva, altre interviste lo reclamavano. Noi invece eravamo lì, ancora in giardino, provando a riprenderci, quando ci viene offerto un passaggio nell’auto della produzione per riportarci alla stazione Termini. Probabilmente avranno pensato che in nessun altro modo si sarebbero più liberati di noi! Definirci euforiche sarebbe un eufemismo, forse si vedeva troppo! 😛

Così ci salutiamo, li ringraziamo, e continueremo a farlo sempre e per sempre, e ci facciamo accompagnare dall’autista. Autista molto simpatico, che non smentisce che l’auto sia quella che lo accompagna in giro ma non vuole dirci chi delle due è seduta sulla sua poltroncina… sono propensa a pensare che temesse una rissa ahahahhaah

E così inizia la lunga attesa per i treni del ritorno, passata con una leggerezza e una beatitudine che poche cose nella vita ti regalano!

Un sogno realizzato grazie alla Universal Pictures Italia. Grazie a Roberta e Marina per averci “sopportate e supportate” quel giorno e a Marzia per l’invito e la disponibilità dei giorni precedenti.

A voi che avete letto questo lunghissimo resoconto di una mente sclerante, chiedo scusa se il momento dell’incontro è riassunto così velocemente ma è stata un’esperienza così intensa e “intima”, qualcosa che non avrei mai pensato si realizzasse, che è davvero difficile, per me, descrivere la sensazione. Impossibile descrivere quanto perfetto lui sia stato nell’incarnare quell’idea di familiarità e affabilità che ogni fan spera di poter vivere  almeno un giorno nella vita.

since 11.11.11