Luke Evans per Mr Porter

1
Words by Mr Darrell Hartman – Photography by Mr Blair Getz Mezibov -Styling by Mr Mitchell Belk

Settimana ricca di servizi fotografici per i fan di Luke Evans, quella appena passata.

Iniziamo da quello per Mr Porter che accompagniamo con la traduzione dell’intervista!

Prima di lasciarvi alla lettura, vi ricordiamo che chi volesse contribuire alla vita del blog può scriverci un messaggio privato qui o scriverci per posta a luke.evans.addicted@gmail.com. Ed ora… buona lettura! ^_^

Sin dalla comparsa sugli schermi cinematografici, sette anni fa, il signor Luke Evans ha intrerpretato un sacco di ragazzi di cui non si vorrebbe fare confusione. E’ stato un dio greco, due volte. E’ stato il cattivo britannico in due film di The Fast and the Furious. Ha avuto il ruolo di protagonista – il popolare, meditabondo, diventando-il-vampiro  – in Dracula Untold , ha indossato il giubbotto antiproiettile per recitare  l’eroico Bard l’Arciere,  l’Uccisore di Smaug, nella trilogia de Lo Hobbit di  Mr Peter Jackson.

E ora, come il ragazzo della porta accanto che può o non può aver ucciso la moglie, Mr Evans è la figura più esplosiva nel thriller “La ragazza del treno” – un adattamento del bestseller “che non si riesce a smettere di leggere” di Paula Hawkins. Nel film, la ficcanaso Emily Blunt, eroina sviata non è sicura se sia il caso di interessarsi a lui o rimanerne alla larga.

Incertezze simili si presentano quando ci incontriamo una sera a Soho House nel Meatpacking District di Manhattan. Il 37enne dal sopracciglio marcato, sembra robusto in un magione grigio, ma per lavoro ha una tintura giallo-biondo allarmante. (E’ nel bel mezzo delle riprese a Toronto, spiega, l’interpretazione di un proprietario di  uno squallido nightclub, opposto a Michael Shannon, in un thriller psicologico chiamato State like sleep ). Beve del tè verde, quasi in tono di scusa. E quando l’argomento arriva ai film d’azione, preferisce fare cenno alla preparazione fatta sul palco che parlare della  solita tiritera sui regimi di allenamento e tecniche di combattimento. “Accoltellando qualcuno al petto, cadendo per scansare una bomba, o quello che è, bisogna colpire nel segno ogni volta. Si deve ricordare una sequenza di movimenti e avere la precisione, la coerenza, e saperla replicare. Le coreografie di lotta sono una danza “, conclude. “Ed io so ballare.”

Sa anche cantare. Questo non sarà più un segreto dal prossimo marzo, quando la Disney rilascierà il suo live-action La Bella e la bestia , in cui Mr. Evans interpreta il massiccio, vanitoso cattivo Gaston. E’ il genere di carnoso ruolo musicale che stava aspettando, e si è chiamato fuori da un film di prossima uscita del suo amico (e suo regista in High-Rise ) Mr Ben Wheatley, al fine di farlo. Chiedo ad Evans se sette anni lontano dal palco hanno indebolito le sue corde vocali e ride con indulgenza. “Sono realizzate in pelle ben utilizzata,” dice. “Non sono mai state fuori uso per lungo tempo, in effetti. E’ solo che, come Gaston, ho avuto modo di cantare più spesso, e di fronte a persone, invece che da solo nel mio salotto. “

Certo che canta, MrEvans scherza: “Sono gallese.” Rural Welsh, infatti, (viene) da un villaggio di poche migliaia di abitanti. Figlio unico di un muratore e di un’addetta alle pulizie, Evans ha giocato a rugby da ragazzo, quasi per una consuetudine. “Non brillavo (in questo gioco),” ammette. La tradizione lirica di signori come Dylan Thomas e Tom Jones lo interessavano molto di più e ha iniziato a studiare le arti sceniche correttamente all’età di 16 anni; un anno dopo aveva una borsa di studio al London Studio Centre. Evans non ricorda nessuno dei suoi compagni di classe come provenienti da una città mineraria. “Solo io – un po’ come un Billy Elliott delle Valleys“, scherza.

7

Lavorare nel West End è stato intenso ma gratificante: la vicinanza ad altri attori, le serate.  E’ stato ben lontano dal trasporto aereo e da solo con i blockbuster. Le battaglie che hanno formato il suo carattere a vent’anni (scroccare per pagare l’affitto, essere allontanato dai club) devono sembrargli davvero lontane in questo momento.

I copioni arrivano in aereo da qualsiasi parte in questi giorni. Sono tutto ciò che legge. All’inizio di quest’anno, nel corso di una rara pausa tra le riprese, Mr Evans ha preso un paio di settimane “per sedersi e prendere un respiro e godersi” la corsa che ha dovuto fare fino ad oggi. In retrospettiva, dice, l’anno di lavoro trascorso in Nuova Zelanda per le riprese della trilogia de Lo Hobbit si distingue. Non era solo il ruolo eroico in un celebre franchising mondiale. E’ stato epico l’ambiente, il senso di una grande avventura così lontano da casa.

Ha fatto lunghe passeggiate con Sir Ian McKellen nei giorni di pausa.  “Ho amato molto la sua compagnia e ascoltare le sue storie: le cose che ha fatto, le persone che ha incontrato”, ricorda Evans.

Sir Ian, 77 anni, è forse il più rispettato attore apertamente gay nel settore. Evans è più riservato in materia, almeno con la stampa. Molti anni fa, da stella da monitorare sui palco del West End di Londra, ha parlato in almeno un’intervista del coming out coi suoi genitori. Ultimamente, però, ha evitato il tema della sessualità. “Se qualcuno mi parla della mia vita personale, beh, l’indizio è nelle parole: si tratta di personale, è privato” dice quando il tema viene introdotto con un po’ di esitazione. “Mi sto proteggendo, non perché è qualcosa che mi imbarazzi, ma perché è qualcosa di mio”.

8

Messaggio ricevuto e pienamente compreso. Evans è più disponibile quando la conversazione passa alla moda. Gli abiti tre pezzi che indossa così bene provengono da Savile Row. (Cita il sarto londinese Thom Sweeney, insieme a Dior e Armani, per i doppio petto). Attribuisce alcuni dei suoi esperimenti recenti in campo di stile alla sua temporanea biondezza. “Inconsciamente, ho iniziato a indossare abiti che  non vorrei indossare con i capelli neri” – abiti come la larga t-shirt , le scarpe da ginnastica alte  e i pantaloni  militari che indossa durante la nostra intervista. Fiduciosi che Mr Evans  abbia sempre apprezzato la sartoria italiana, (diciamo che) alcune preferenze non sono chiaramente scolpite nella pietra.

A cinque anni da oggi, Evans riflette, gli piacerebbe vivere in un clima più caldo. Da qualche parte, in riva al mare, nel caso ideale, e non sarebbe bello vivere abbastanza, in pianta stabile, in un posto per poter avere un cane? “C’è questo amore incondizionato, senza fare domande”, spiega. Lui sa esattamente quale cane vuole. Non la razza – l’individuo. “Mi sono innamorato del cane di qualcuno una volta, e io voglio in qualche modo quel cane. Non un altro cane – quello” ,  dice.

E’ attualmente single, e mentre dura (questa condizione sentimentale), la sta prendendo come un’opportunità per “trovare soddisfazione di me stesso, e non basandomi su qualcun altro per convalidarlo”. E aggiunge: “Penso che essere un figlio unico sia stato un leggero impedimento, perché ho sempre voluto essere circondato da altre persone.”

Nonostante la sua rapida azione di ascesa, vi è qualcosa di essenzialmente e affettuosamente “cresciuto in casa” in Evans. Vorrebbe che ci fossero più anziani nella sua vita, e non solo quelli conosciuti. Sir John Hurt è un altro dei suoi interlocutori preferiti, e il suo “sogno” è quello di lavorare con Sir Anthony Hopkins, usando entrambi il loro accento nativo gallese. Ma ha anche sua madre e suo padre a fargli da scudieri alle premiere e si propone di parlare con i nonni al telefono una volta a settimana.

“Una cosa che ho pensato fosse piacevole circa la Nuova Zelanda era che tutti avessero smesso di dire ciao,” dice, il che suona più come se parlasse uno dei suoi vicini pensionati dell’est di Londra che un uomo leader di Hollywood. Ma se anche Mr  Evans riconosce la stranezza di questo contrasto, non lo dà a vedere. Quando si discute del suo percorso da macho dei blockbuster ad un musical Disney, dice: “Ho dato un sacco della mia vita a questa settore e mi sento un attore abbastanza versatile. Quindi non voglio restare impigliato in questa cosa dei “casting di genere”.

Dimenticate le scene di lotta: considerando l’intero spettro delle prestazioni in gioco, che mr Evans ha questo momento, potrebbero essere l’ultimo atto della coreografia.

[Si prega di citare se utilizzate parte o l’intera traduzione. Grazie]

Fonte

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...