Luke Evans intervistato da PaperMag.com

Papermag.ComHigh Rise è stato presentato al Tribeca Film Festival. Nell’occasione il cast ha rilasciato diverse interviste, oggi vi proponiamo quella con Papermag.com.

Di seguito trovate le risposte tradotte di Luke. Cliccando sul link potrete leggere l’intervista integrale con le risposte di Tom Hiddleston e Sienna Miller. >QUI<

Buona Lettura. 

PM: Com’è stato lavorare ad High-Rise?

LE: Liberatorio è la parola giusta. Mi sentivo così ogni giorno. (“libero”, ndt) 

PM: Che tipo di ispirazione hai usato per preparare il tuo ruolo?

LE: Qualcuno continuava a venirmi in mente, Oliver Reed. Proprio per il modo in cui ha vissuto.  Era un hell-raiser (leggi come provocatore, una persona che accende gli animi, non positivamente – ndt) e aveva questo fuoco negli occhi. Una presenza intimidatoria o incredibilmente affascinante quando voleva. Era imprevedibile. Quando guardi le sue interviste non sai se sta per baciare qualcuno o per dargli una testata.  C’era una lieve linea di separazione a seconda di ciò che gli era chiesto. Ho pensato che fosse un’ energia davvero interessante da portare a Wilder [al mio personaggio] . Mi sono sentito come se fosse lo stesso spesso. C’è una scena nel film in cui (Wilder) sta chiacchierando con una donna ad una festa e questo ragazzo si avvicina e dice: “Perché parli alla mia ragazza?” e invece di lasciar correre perché stava camminando su un territorio su cui non avrebbe dovuto, (Wilder) colpisce questo ragazzo in faccia. E poi assolutamente lo polverizza. E’ una creatura insolita. Qualcuno che non vorresti incontrare in una notte fuori, questo è sicuro. Ma ho sentito quella persona che tutti noi conosciamo come Oliver Reed come un punto di riferimento ideale per Wilder.

PM: Avete ritrovato voi stessi facendo un parallelo tra la realtà del film e il mondo in cui viviamo oggi, soprattutto pensando all’ isolamento creato a causa dei mezzi di comunicazione?

LE: (La realtà del film – ndt)  è qualcosa di molto “chiuso”, questo è ciò che è strano nella storia. Possono andar via in qualsiasi momento. La porta d’ingresso non è mai stata bloccata. Possono andar via ma scelgono di restare lì, è qualcosa in loro. Vogliono vivere questa vita primordiale trasgressiva. Scassinare un supermercato. Rubare cose. Fare sesso con il proprio vicino di casa. Uccidere il prossimo. Tutte queste strane cose bizzarre sono in corso ma ancora tutti possono andarsene in qualsiasi momento. E’ quasi come una droga. Tutto quello che è nascosto nel nostro profondo si accende in questo film.

PM: Non ci sarebbe stata storia se i personaggi avessero lasciato l’edificio, ma perché era così difficile per loro lasciarlo? Che tipo di logica o di retroscena ti sei creato per spiegare perché il tuo personaggio ha scelto di restare?

LE: Beh penso che per il personaggio di Wilder ci sono domande a cui lui vuole risposte. Tanto per iniziare lui vuole sapere chi è l’architetto.  C’è questo uomo che vive al piano superiore del grattacielo e che lui non ha mai incontrato; e lui è affascinato da come [il suo vicino] Dr. Laing, arrivato per ultimo, sia diventato amico dei suoi vicini così velocemente, mentre Wilder non è mai stato accettato in quello scaglione della società, che vive solo un paio di piani sopra di lui. Vuole avere quelle risposte. L’unico modo per trovarle è rimanere e cercare di trovarle sulla sua strada verso l’alto. Per lui, lasciare non è un’opzione. Ad un certo punto viene scaricato all’esterno in un carrello della spesa e appena si rialza, trova la sua macchina da ripresa e torna di nuovo dentro. E’ bizzarro tanto da tornare di nuovo nella tana del leone. Ma sceglie di farlo.

Le persone seguono le altre persone. Le tendenze . Un bagaglio mentale della natura umana. Specialmente nei bambini. Lo si vede molto nei cortili delle scuole. Si vuole far parte del gruppo di successo o di maggioranza. Abbiamo questo grande trend a Londra di uomini che hanno la barba. Ora (la tendenza) attraversa e trascende tutto il mondo occidentale – non posso farla crescere,  è per questo che sono così amareggiato! Ma è per  cose del genere, la gente ama le tendenze. E credo che in questa storia, si vede come tutti diventano parte di questo circolo di dannati al fine di evitare di diventare la minoranza. E’ davvero cupo.

PM: Il film è ambientato a Londra ma ha avuto la premiere a NY, un’altra città dove avrebbe potuto facilmente essere ambientato. dal momento che viaggiate spesso tra le due città per lavoro, quali sono i vostri pensieri sui due luoghi e cosa offrono?

LE: Londra si addormenta. Entra in una modalità “sospesa”. Ma New York no. Mio Dio, questa città non si ferma mai! E’ così rumorosa. A Londra puoi girare un angolo e trovare una strada senza traffico e senza pedoni. Qui, ci ho provato: è impossibile! E’ impossibile, l’ho fatto (ci ho provato- ndt). Letteralmente, ho camminato ovunque in questa città. Ho vissuto qui per tre mesi, non riuscivo a trovare un momento di ‘solitudine’. C’è una grande differenza tra Londra e New York per me.  Però mi piace, la amo davvero.

Poi i tre attori parlano di un video su youtube, durante la nevicata a New York qualcuno contravvenendo alle indicazioni della polizia ha attraversato la città con gli sci; cosa che ha molto divertito Tom e riguardo alla quale Luke ha detto: “Ero qui quando è successo, c’erano tipo 6 piedi di neve, è stato straordinario.”

Alla domanda del “parallelo tra film e realtà” Tom fa riferimento alla figura di Wilder per sottolineare come il libro, e il film, ambientato negli anni ’70 preveda i nostri tempi:

“Ballard è stato sicuramente affascinato dall’ ossessione delle persone per la tecnologia. Ecco perché Wilder ha una Super 8. C’è pornografia fatta in casa tra di loro che viene proiettata sulle pareti, anche se si tratta del 1975. Wilder rilascia un’intervista  girando nel grattacielo e nello stesso tempo parlando di esso e delle sue previsioni. Stava parlando in televisione in diretta e straordinariamente ha pensato che si potesse essere in un sobborgo di Londra a guardare le notizie dalla California attraverso un live feed. Ha detto che molto presto saremmo stati partecipanti in una serie televisiva di 24 ore in cui saremmo stati la stella della nostra stessa ripresa. Penso che sia quello che è successo. Parla di avere accesso a grandi quantità di materiale filmato, di ogni genere immaginabile, che è Youtube. Credo che lo vedesse arrivare e in una certa misura anche l’entità ‘High Rise’ è un sostituto artificiale per la natura. Credo che il romanzo sfida a chiedersi se questa è una cosa buona o cattiva. Provoca la discussione.

“Abbiamo potuto spingerci oltre i nostri confini” ha detto Luke parlando del film in generale, le speranze di vederlo al cinema sono ormai pari a zero, un’occasione sprecata per la  distribuzione italiana. 

Fonte

 

 

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