Luke Evans per August Man [Luglio 2015]

AM1Durante il viaggio ad Hong Kong, Luke aveva posato per alcuni servizi pubblicati nei mesi scorsi sui magazine asiatici.  A quanto pare non tutto era stato utilizzato!

E così eccolo anche su August Man & August Man Malaysia. Il servizio è pressoché lo stesso, si dividono gli scatti. Buona visione e buona lettura! ^_^

L’ attore Richard Burton una volta dichiarò che i Gallesi sono tutti attori. È solo il peggiore, disse, che diventa professionista. Data la sua reputazione ci si augurerebbe che avesse detto quelle parole in tono beffardo, in particolare in quanto il Galles è conosciuta come terra di solidi commedianti, sia di teatro che nel mondo del cinema. Burton, ovviamente, che era notoriamente Gallese ma la lista è lunga e include i premi Oscar Anthony Hopkins e Christian Bale.

Credenziali recitative a parte, gli attori Gallesi hanno l’interessante qualità di essere soavi e ruggenti allo stesso tempo.

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Questo è ciò che mi ha colpito mentre Luke Evans camminava nell’ingresso dell’ hotel Carlton Ritz di Hong Kong, dove si trovava per svolgere i suoi doveri da ambasciatore per Bulgari. Cresciuto in una piccola città delle valli gallesi chiamata Aberbargoed prima di spostarsi a Londra a 17 anni.

Lui era, per dirlo con qualche frase fatta, alto, cupo e bellissimo, ciò misto all’intensità che di solito caratterizza gli attori impegnati.

“Il popolo Gallese ha un vecchio fascino” disse ridendo quando gli chiesi della solida tradizione gallese. “Nasciamo con esso. Richard Burton, Anthony Hopkins. Abbiamo una lunga tradizione. Siamo una razza affascinante, dai forti valori culturali. Siamo appassionati di musica, del nostro retaggio e del rugby. Credo che questo probabilmente influenza il fattore fascino.”

Sono forse queste qualità ad aver reso Evans, come suggerito da interviste precedenti, la persona giusta per i film in costume. Uno sguardo alla sua filmografia potrebbe confermarlo: Scontro tra Titani (2010), I tre Moschettieri (2011), Immortals (2011), Lo Hobbit (2013 e 2014) e ovviamente, il suo successo al cinema dello scorso anno, Dracula Untold.

AM3Quel film, una rielaborazione delle origini della fantastica creatura della notte,  ha ottenuto oltre 215 milioni di dollari, un bel cambiamento per Universal Pictures e Evans.  Ma l’associazione con i lavori d’epoca non è qualcosa su cui Evans spende molto tempo (non lo preoccupa): “Non è un vero stereotipo perché questi ruoli possono essere diversi,” dice. “Non ho mai recitato due volte lo stesso personaggio quindi non mi preoccupo di questo. Ciò è anche davvero coinvolgente perché devi essere immedesimato fisicamente per recitare quei ruoli così come devi padroneggiare le loro parti drammatiche.” E di sicuro ha l’aspetto per i ruoli in film d’epoca.

Descrive Lo Hobbit come un’esperienza straordinaria e un film di cui era veramente felice ed orgoglioso di far parte, in particolare avendo la possibilità di lavorare con Peter Jackson.  I suoi progetti recenti lo hanno visto impegnato su ruoli più moderni. Fast and Furious 6 (2013) ne è solo un esempio.

“La ragione per cui partecipai è che era qualcosa di totalmente AM4diverso da tutto ciò che avevo fatto prima,” spiega Evans. “Era contemporaneo, ed io sparavo, guidavo macchine veloci ed ero un cattivo ragazzo. Fu davvero divertente, rinfrescante e feci una grande esperienza sul set. Fu un successo e tutti hanno apprezzato il film.” Prima di imbarcarsi nella sua carriera cinematografica sotto i 30 anni, Evans ha speso 9 anni sul palco partecipando ai maggiori musical prodotti nel West End, Rent, Miss Saigon and Taboo tra gli altri. Una carriera sui palchi non particolarmente facile. In un’intervista per Prestige Hong Kong, Evans disse “a 23 anni ero in tour per Miss Saigon per tutto il Regno Unito e a 24 sono stato disoccupato per un anno, è un mondo davvero diverso.”

Il passaggio dai musical al teatro drammatico è avvenuto intorno ai 28 anni.  Un’opera, Small Change, su due ragazzi gallesi presentata al Donmar in Covent Garden. Evans lesse lo script e pensò di essere perfetto per quel ruolo, così fece pervenire al direttore dei casting una nota, fece un provino ed ebbe la parte.

AM5Era il primo ruolo in cui non cantava. Prima che lo spettacolo esaurisse le serate, agenti da Los Angeles lo stavano convincendo e frastornando; provando a convincere l’attore a firmare per loro. Per i più, è una logica supposizione che quando Hollywood venne a bussare alla porta di Evans, lui avrebbe dovuto solo  essere felice di lasciarsi alle spalle le sue radici teatrali.

“Non ho mai detto che fosse un sollievo” ha detto, come suggerito in qualche intervista. “Era solo differente. Il teatro è il luogo dove ho imparato ad essere un attore. Sono davvero felice di essere passato al cinema. Molti attori, incluso me, guarderebbero al cinema come al lavoro dei sogni, ma era davvero una nuova opportunità per imparare una diversa e nuova forma di recitazione. Mi piacerebbe tornare al teatro in qualunque momento.” Durante un viaggio a New York un paio di mesi fa, Evans ha incontrato un paio di direttori teatrali, per esplorare la possibilità di fare qualcosa lì ma avendo recitato già nove anni, interpretando un ampio spettro di personaggi, è difficile trovare il giusto ruolo.

AM6Poi c’è anche il fattore tempo. Apparire su un palco vuol dire avere una scaletta di impegni serrati per un lungo periodo di tempo e guardando come procede la carriera cinematografica di Evans, lui non ha questo tipo di libertà.

Quest’anno potremo vedere Evans in un paio di film incluso High Rise nel quale appare al fianco di Jeremy Irons, Tom Hiddleston e Sienna Miller, come documentarista di guerra. SAS:Red Notice, in cui interpreterà un soldato SAS, è in pre-produzione. Comunque, sembra che i suoi giorni da cantante non siano ancora finiti. Un remake Disney dell’antica favola, La Bella e la Bestia, è previsto per il 2017 con un cast  zeppo di nomi (attori) inglesi. Evans sembra destinato a calzare il ruolo di Gaston, il narcisista spasimante di Belle (Emma Watson). Ewan McGregor, Emma Thompson and sir Ian McKellan sono tutti protagonisti del remake musicale.

McKellan gli è familiare, entrambi avevano ruoli significativi ne Lo Hobbit, ma lui è stato gomito a gomito sui set di Los Angeles con John Hurt, Liam Neeson, Jeremy Irons, Ralph Fiennes and Charles Dance, tra gli atri.

AM7“Qualche volta devi  darti un pizzicotto” dice. ” La miglior cosa è guardare, imparare ed osservare chiunque lo stia facendo da più tempo di te.  Osservare come fanno e vedere se c’è qualche suggerimento speciale che puoi portar via.”

Evans si avventurò in giovane età nel teatro perché voleva cantare e quindi studiò per diventare attore di musical teatrali.  Inizialmente aveva un piano generale ma non è andata proprio come lui aveva immaginato.  “Come attore devi essere pronto a qualsiasi cosa” spiega Evans. “Per tutta la vita non avevo mai pensato di poter recitare nel cinema. Il fatto che sia accaduto significava che dovevo essere flessibile e mi dissi forse potrei fare film.”

Mantiene lo stesso approccio quando si tratta di scegliere in quale film recitare. “Non ho mai avuto una lista di personaggi che avrei voluto recitare”, dice quando gli chiedo come sceglie i ruoli. “La maggior parte dei ruoli che ho finito per recitare sono dovuti al fatto che li scoprivo leggendo la sceneggiatura e me ne sono innamorato e perché volevo davvero impersonificare quel ruolo. Questo è il miglior modo altrimenti potresti attendere molto a lungo per recitare uno di quei ruoli (che ti sei prefissato, ndt).”

AM8“È buono avere la mente aperta” aggiunge. “Qualcuno potrebbe consegnarti una sceneggiatura e tu potresti essere tipo ‘wow, non avrei mai pensato di recitare qualcosa di simile. Posso avere quel ruolo?’ Qualcosa che mi stimoli come attore, è tutta una sfida.”

Applica la sua filosofia di lasciare che le cose si evolvano anche nella partnership con Bulgari. “È stato davvero naturale il mio coinvolgimento con loro” spiega. “Incontrai qualcuno che lavorava per loro ed iniziammo a parlare. Fui invitato ad un evento e da lì l’idea che sarei potuto diventare ambasciatore del marchio. Indosso i loro orologi e occhiali, mi identifico in modo molto chiaro con Bulgari. Si tratta di una autentica identificazione con il marchio, così ha senso il mio coinvolgimento.”  è stato un processo piacevole, aggiunge. “Viaggio in tutto il mondo quando posso. È molto glamour e sono grato che questo giovanotto gallese possa farne parte.”

Qui l’articolo e alcuni inserti postati on line dalla rivista:

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Qui il resto del servizio:

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