HIGH RISE SU LOS ANGELES TIMES – TRADUZIONE

high-rise-movie-posterIn questi giorni il tanto atteso film High Rise è stato presentato al Toronto International Film Festival. In attesa di conoscere le opinioni e le recensioni al film vi proponiamo la traduzione a una prima intervista sul film tratto dal racconto distopico di J. G. Ballard.

Tom Hiddleston si trasferisce nel distopico “Condominio” di Ben Wheatley; Luke Evans rende le cose caotiche.

È basato su un romanzo distopico cult, diretto da un capace regista indie,  e include una delle star più esaltanti del cinema. Per questo non sorprende che “High Rise” è uno dei titoli più attesi al Toronto International Film Festival di quest’anno.

Diretto da Ben Wheatley, adattato da Amy Jump, tratto dal racconto del 1975 di J.G. Ballard  e interpretato da Tom Hiddleston, “High Rise” avrà la sua prima mondiale domenica notte in uno degli spazi principali del festival per i titoli in cerca di distribuzione.

Hiddleston interpreta il Dottor Laing, il quale è in cerca di anonimato tra le migliaia di residenti in un complesso residenziale di 40 piani.

Invece vi trova chaos, pazzia e violenza crescenti intorno a lui mentre il condominio declina in fazioni tribali. Con un cast che comprende Jeremy Irons, Luke Evans, Sienna Miller ed Elisabeth Moss il film è un’inquietante microcosmica allegoria  che esamina i pericoli sia del “partecipare” che dell’ “isolarsi”, un selvaggio attacco al consumismo, alla noncuranza e allo stile di vita ossessivo.

Pochi autori sono così distintivi da diventare un aggettivo  a sé, e tuttavia con il termine ballardiano si identifica ufficialmente una distopica desolazione postmoderna.

“Ballard diceva che non scriveva su chi siamo ma su chi potevamo diventare” dice Hiddleston prima del festival. “Diceva che i suoi libri erano come un cartello segnaletico in autostrada, come per dire: “Curva più avanti”.

Il produttore Jeremy Thomas ha cercato di portare il libro sul grande schermo per decadi, e ha visto il progetto passare attraverso vari tentativi quasi mancati. Thomas era amico di Ballard, morto del 2009, e anche produttore esecutivo del controverso adattamento del 1996 di David Cronenberg del libro di Ballard “Crash”.

Dopo la lunga attesa, Thomas ha detto: “Penso che J.G. Ballard sarebbe stato felice di questo adattamento.”

Wheatley rimase coinvolto quando notò il libro nella sua libreria e si chiese perché nessuno ne avesse mai fatto un film, completamente all’oscuro della lunga storia di Thomas con il progetto.

“È  stato solo un pensiero ingenuo – è un libro culturalmente importante e non è mai stato fatto, perché no?” ha detto Wheatley. “Da ragazzo l’ho letto. È uno dei testi di base della controcultura. Avevo letto Naked Lunch, Crash e Paura e Delirio a Las Vegas tutti nello stesso periodo.”

“Ma alla fine ti allontani da queste cose e più tardi ho realizzato che era alla  base del modo in cui vedevo le cose. Qualcosa come “High Rise” è nella nostra cultura, è penetrato in modi che nemmeno immaginiamo.”

Wheatley è rapidamente diventato una delle voci più sorprendenti, audaci e acclamate nel cinema di genere internazionale dopo un inizio come disegnatore.

Il suo debutto del 2009 con il racconto sulla cittadina gangster “Down Terrace” è stato seguito dal pugno allo stomaco dei pagani e mercenari di “Kill List”. Edgar Wright  era un produttore esecutivo nella commedia di serial killer del 2012 “Sightseers”. “Un campo in Inghilterra” del 2013 era un film di guerra psichedelico ambientato durante la guerra civile inglese. Wheatley ha inoltre diretto i primi  due episodi dell’ottava stagione della serie tv “Doctor Who”.

Martin Scorsese, un dichiarato fan, è produttore esecutivo nel prossimo film di Wheatley, “Free fire”, ora in post produzione.

Al telefono da Parigi qualche giorno fa, dove ha programmato un evento laterale  come parte del L’Etrange Festival, il regista con base in UK parla di come “High Rise” sia al tempo stesso uguale e diverso dai suoi precedenti film.  Sebbene lavorare con un budget maggiore e star più importanti di prima, “High Rise” è ancora segnato dalla sensibilità fantasiosamente indisciplinata e dallo humor nero che hanno fatto parte di tutte le produzioni di Wheatley.

“Abbiamo cercato di fare un film che fosse un po’ più sexy degli altri film che abbiamo fatto, ed è un po’ più elaborato e controllato, ma poi ovviamente non si può scappare dalla cose che ci piacciono,” ha detto Wheatley.

“È quel tipo di suono forte/calmo stile Nirvana, dove si va da pesanti emozioni verso momenti più leggeri,” aggiunge. “Mi è sempre piaciuto quel tipo di cinema, non si può essere pesanti per tutto il tempo ed è noioso essere leggeri totalmente. Quando hai queste emozioni insieme, in quel momento assomiglia alla vita reale.”

Jump, una collaboratrice accreditata in tutte le produzioni di Wheatley, ha scritto la sceneggiatura senza leggere nessuno dei precedenti adattamenti che Thomas aveva commissionato, lavorando direttamente dal libro. (Wheatley e Jump hanno editato il film insieme e sono anche sposati.)

È stata Jump a prendere la decisione di ambientare il film nel 1975, anno della pubblicazione del libro.

“Ben ha sempre detto che il nostro “High Rise” era un adattamento del libro scritto nel passato, guardando al futuro, e che stavamo facendo un film dal futuro, guardando al passato,” ha aggiunto Hiddleston.

Se la performance di Hiddleston come Laing è basata in un pozzo profondo di ansietà e repressione, un personaggio che cerca disperatamente di stare lontano da tutto quello che vortica intorno a lui, l’attore Luke Evans da un’interpretazione ferocemente corporea come Wilder, un condomino che trova la sua vera essenza nella maniacale atmosfera  della civiltà in collasso dell’edificio.

“Lo spunto è nel nome, credo,” scherza Evans sulle sue espressoni fiorite più appariscenti come Wilder. Evans ha aggiunto che nella preparazione per il ruolo ha fatto delle ricerche sull’attore Oliver Reed, noto per il suo stile di vita infernale e le buffonate selvagge dentro e fuori dal set. “È quel confine di imprevedibilità, è affascinante ma sei sempre al limite. Basta dire una cosa sbagliata e ci sarà un’eruzione.”

Wheatley ha inoltre lavorato per la prima volta con il compositore Clint Mansell, acclamato per il suo lavoro con Darren Aronofsky e altri. In un abbinamento magistralmente devastante, la canzone del 1975 degli ABBA “SOS” viene utilizzata due volte nel film. Durante una scena iniziale di un party, si sente una versione strumentale di archi arrangiata da Mansell, poi la canzone si sente di nuovo in una resa inquietante ed è la prima nuova registrazione dopo diversi anni del gruppo Portishead.

“Questa idea è in realtà quel tipo di eco culturale, in cui si sente qualcosa e poi lo senti ancora in un diverso contesto,” spiega Wheatley. “Quando arrivi alla seconda versione, tutto è distrutto e le parole della canzone parlano direttamente con il film.”

Mansell ha aggiunto, “L’idea della versione della festa e poi la versione dei Portishead, descrive una rappresentazione sonora del degrado del sistema. La mia versione è nata dalla musica swing delle feste, arrangiamento d’archi in chiave contemporanea, e poi si ha un definitivo cambiamento d’umore quando si arriva alla versione dei Portishead.”

“High Rise” rappresenta un grande salto per Wheatley, lavorando su una fonte così famosa, star internazionali e collaboratori di alto livello insieme a colleghi di lunga data come Jump e Laurie Rose come direttore di fotografia.

“Non vedo l’ora di mostrare il film alla gente,” dice Wheatley. “È un azzardo, non è vero? Ti chiedi se gli spettatori moderni vogliano vedere qualcosa di così complesso? Io penso di sì, io lo vedrei. Lo vorrei disperatamente. Ma vedremo. Incrociamo le dita.”

Fonte Los Angeles Times

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