LUKE EVANS ED HENRY CAVILL PER VERYAWARE.COM – TRADUZIONE

immortalszeus

Sembra che la TV italiana si sia affezionata ormai al film Immortals, tanto da proporlo diverse volte negli ultimi mesi. A tal proposito vi proponiamo la traduzione ad un’intervista del 2011 rilasciata dai due attori protagonisti Luke ed Henry Cavill. Enjoy!

Henry Cavill e Luke Evans di “IMMORTALS” sulla fisicalità della recitazione, ferite di battaglia e progetti futuri.

Tutta la settimana ci concentreremo sui racconti del dietro le quinte di uno dei film più attesi di questo autunno, l’epico IMMORTALS. Diretto dal visionario Tarsem Singh (The Cell, The Fall), il film racconta la storia di Teseo (Henry Cavill), un semplice mortale, e la sua battaglia contro il megalomane Re Iperione (Mickey Rourke) per il futuro dell’umanità. E siccome è ambientata nei tempi antichi anche gli Dei sono coinvolti in questa guerra.

In Immortals, Zeus (interpretato nella sua forma divina da Luke Evans) – essendo l’onnipotente e onniscente divinità quale è – aveva previsto la sanguinosa campagna di terrore di Re Iperione. Zeus (interpretato nella sua forma terrena da John Hurt) ha allenato Teseo per guidare la resistenza e per diventare il guerriero che era destinato ad essere. Per questo, sia Cavill che Evans hanno dovuto allenarsi per impersonare queste creature divine.

Luke Evans:  Peso 13 Kg in meno qui rispetto al film Tamara Drewe. Ci è davvero piaciuto. Duro, duro lavoro ma penso che il prodotto finale parli da solo. Ne sono davvero orgoglioso.

– E per quanto riguarda gli infortuni,

Luke Evans:  Adesso ho un osso che si è alzato nella spalla che non ho mai avuto prima, come una lacrima della scapola o della clavicola. Non è più tornata giù. Adesso ho questo strano problema scheletrico, grazie ad IMMORTALS.

Henry Cavill: Niente di drammatico. Solo qualche pietra sui piedi, ma niente che mi abbia messo fuori gioco.

– Al centro di IMMORTALS sta un film basato sull’azione. Sia Evans che Cavill hanno avuto parecchio tempo di prepararsi per le rigorose riprese.

LE: Non abbiamo finto nessuna scena, e tutti lo sapevano per cui ci hanno inserito in un programma, specialmente Henry, con un enorme quantità di lavoro.

HC: Sì, sei mesi di lavoro. Dato la natura dell’ allenamento, che era un tipo di allenamento basato sul lavoro di un talentuoso artista di arti marziali chiamato Roger Yuan – parte del lavoro era sulla flessiblità data la natura delle arti marziali, avrai necessità di essere flessibile. Con tutte le scene di combattimento, era essenziale fare prima dello stretching. Altrimenti finivi per stirarti qualcosa e danneggiare i muscoli. Quindi per questo, durante le riprese, ero preparato se subivo qualche ferita minore, guarivano velocemente e non ho subito nessuna ferita seria, per rispondere alla tua domanda.

– La natura fisica delle riprese ha influenzato l’interpretazione di entrambi gli attori.

LE:  Sì, direi. Mi sono allenato per sette settimane e ho dovuto fare un allenamento frenetico. Non avevo molto tempo e questo ti fa proprio sembrare diverso. Ti guardi allo specchio e appari diverso. Ho visto il mio corpo cambiare in sette settimane. Decisamente fa capire qualcosa al tuo personaggio in modo subliminale. Decisamente ha avuto un grande effetto su di me.

HC: Sì, è come indossare un costume permanente. Davvero, prima di lavorare quando ti guardi allo specchio, o anche prima di guardarti allo specchio ti senti diverso. Una parte del personaggio è più espressivo in te e quindi quando sei un quel tipo di forma, io praticamente stavo indossando il mio costume perché in  realtà quasi non avevo un vero costume. Sì, decisamente ti aiuta.

– Sia Cavill che Evans fanno sembrare i combattimenti facili. Ciò nonostante, richiede tempo per arrivare a quel punto.

HC:  Penso che qualsiasi cosa implichi dei combattimenti, non è il combattimento in sé la parte difficile. È tutta la preparazione che ci sta dietro. Nella Storia, ci sono racconti di battaglie epiche dove uomini e donne hanno cercato profondamente la propria forza di volontà per continuare a combattere. Ma l’unica ragione per cui erano in quel posto era prima di tutto gli anni di allenamento per arrivarci e raccontarci sopra una storia.

LE: E Teseo fu allenato fin da bambino da Zeus da vecchio. Quindi in qualche modo possedeva già tutto. Aveva tutte le capacità perché è stato allenato sin da bambino. Così quando il bottone è stato spinto, lui si è alzato ed ha iniziato a fare quello che aveva imparato. Era tutto lì in attesa di essere usato.

HC: Niente di fisico, è tutto nella preparazione. Puoi guardare quei tizi sul ring che  combattono e sembra tutto facile, le abilità, i calci, i pugni, qualsiasi cosa, ma sono gli anni di allenamento precedenti il vero lavoro.

– È stato il visionario regista Tarsem Singh che ha attirato entrambi gli attori verso il film.

HC: Tarsem. Quando mi sono letto per la prima volta la sceneggiatura, non ero molto convinto inizialmente. Il regista disse, “Ho parlato con Tarsem, devi andare a conoscere questo tizio.” L’ho fatto e dopo che sono uscito da quella stanza ho detto “ Voglio fare questo film. Lo voglio davvero.”

LE: È  un buon venditore, un fantastico venditore.

HC:  Aveva tutte le scene preparate. Aveva la sua passione.

LE: E un libro di controllo.

HC: Lui praticamente aveva un’idea di cosa volesse e questo, quando entri in una stanza e hai un regista che si prende la responsabilità di ciò che vuole, ti fa sentire sicuro. Pensi ok, bene, voglio far parte di questo perché so in qualunque caso, farò la mia parte, e quindi fai la tua parte e ci lavori insieme, invece di dire “Bhè, non sappiamo assolutamente cosa stiamo facendo ma è vagamente così percui inseriamoci da qualche parte anche se dovremo cambiare un sacco di roba.”

LE: Penso che in un film come questo, su carta a volte può sembrare un po’ difficile da digerire. Pensi wow! Poi, come ha detto Henry, incontri Tarsem e lui ha tutte le risposte. Riguardo a me, quando mi ha detto che voleva che interpretassi Zeus, ho pensato, “Questo è sempre stato interpretato da un uomo anziano, come Lawrence Olivier o Liam Neeson.” Mi ha convinto, mi ha detto “No, puoi farcela. Questo è un nuovo punto di vista.” E tu puoi solo dire ok, mi arrendo, ti seguirò e mi dirigerai. Abbiamo dovuto fare così per questo film.

– Cambi di sceneggiatura erano normali sul set. Ma Cavill ed Evans ammettono, è una di quelle cose che devi incassare.

HC: Ci sono stati parecchi cambiamenti, sì, e penso come ha detto Luke in precedenza, è stato un processo organico. Che è la natura di queste cose. Quando hai a che fare con menti creative, è qualcosa di organico e dovrebbe avere l’opportunità di evolvere se necessario. Lavorando con qualcuno come Tarsem e altri attori come Luke, lo rende un processo meraviglioso, entusiasmante ed interessante.

LE: Tarsem era davvero aperto al dialogo. C’era sempre un costante dialogo tra attori e regista. Era aperto a questo. Voleva che noi ci sentissimo naturali in quello che stavamo portando sullo schermo e se qualcosa non suonava bene, o c’erano parole che volevamo cambiare era contento che lo facessimo.

– Sia Cavill che Evans non lasciano che la mitologia dei personaggi che interpretano gravino sulle loro performance.

LE: È  solo un ruolo alla fine. È quello che facciamo per vivere. Quando lo vedi sullo schermo dici “Wow”, sei sopraffatto dal ruolo che hai interpretato. Ma alla fine è solo un ruolo e te ne avvicini come una nuova sfida.

HC: Non puoi avvicinarti con un punto di vista esterno perché può essere forte.

LE: Anche scoraggiante.

HC: Devi dire, ok, “Sto interpretando un ruolo”. E se te ne avvicini diversamente da come interpreti qualunque altro ruolo, mi riferisco al fatto di dare ad ogni ruolo lo stesso tipo di dedizione, se quindi ti avvicini diversamente allora non farai un lavoro abbastanza buono. Perché sarai preoccupato di ciò che chiunque potrà pensare invece di semplicemente recitare. Come dovrebbe essere.

– Lavorare in uno spettacolo dal budget elevato come IMMORTALS  ha permesso ad entrambi gli attori di lasciare questo progetto con esperienze positive.

LE: Alcune cose. Una di queste è una grande amicizia. Un fantastico regalo che non mi aspettavo e siamo rimasti amici da allora. Lavorare con Tarsem è davvero speciale. È davvero un essere umano meraviglioso ed investe molta energia e passione sia sul set che fuori. È davvero una grande persona, quindi è stato davvero meraviglioso anche avere a che fare con lui.

HC: Sì, l’amicizia e tutte le esperienze prese su un set sono una grande esperienza perché puoi portarle sul set successivo. L’esperienza fisica è stata ovviamente fantastica perché mi ha preparato. E ho imparato che quando sei a questi livelli, non è più una questione fisica ma mentale. È una questione di avere la volontà di spingerti in quel buco nero. Sei vicino al precipizio e hai questo peso sulle spalle e sei solamente a metà dell’allenamento e devi muoverti e infilarti in quel cazzo di buco nero e continuare a darti da fare e IMMORTALS mi ha preparato per questo mentalmente ed emotivamente in senso fisico, se questo ha un senso. Quindi sono molto grato per questo. Ma a parte questo, amicizia, grande recitazione e lavoro con Tarsem.

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– La preparazione fisica è solo una parte del lavoro. Cavill ed Evans aggiungono cos’altro influenza il loro stile recitativo e come si preparano per un ruolo.

LE:  Imparare le battute per iniziare. Uscire dalla pagina, quella è la prima cosa. Poi comincia l’esperienza organica. Lavori con un regista che speri abbia qualcosa da dire sul ruolo che stai per interpretare. Quindi ascolti quello che ha da dire e poi crei la tua storia passata e lavori sul percorso che sta facendo il tuo personaggio. Voglio dire quando interpretavo Zeus ero un padre. Un padre, un Dio di migliaia di anni, un re. Così ho messo alla prova mio nonno e alcuni anziani gentiluomini che conosco e rispetto e ho usato queste informazioni. Penso che ci metti sempre cose dalla tua vita reale ed è buono arrivare con un tuo punto di vista quando affronti un ruolo. Penso che aiuti il personaggio a diventare molto più interessante e credibile in questo modo.

HC: Vero. Molto è anche istintivo. È come chiedere a un giocatore di golf cosa fai quando dai un colpo con la mazza? Molto accade nel momento stesso in cui lo fai,  se uno in quel momento ti chiede “Allora, quali scelte hai fatto durante quella ripresa?” Non sarai capace di rispondere alla domanda. Devi guardarti indietro e dire, “Sì, adesso ho capito cosa ho fatto. Lo vedi nel monitor. Ho fatto questo e quello.” Ma come ho detto è istintivo. C’è una certa preparazione coinvolta in un personaggio che è lontana dalla propria personalità o carattere, tuttavia, utilizzi quello che senti. Perché di quello spesso ti puoi fidare.

– Anche lavorare con il collega e cattivo ragazzo di Hollywood Mickey Rourke presenta delle esperienze formative secondo Cavill.

Lavorare con qualsiasi attore abbia quel tipo di esperienza è importante perché puoi imparare il più possibile da lui. Ho imparato che c’è una certa solennità anche a fare le cose più piccole. E le cose che fai nella vita di tutti i giorni, spesso non le fai quando stai recitando, perché sei talmente concentrato a fare qualcosa, che in effetti non fai le cose più naturali. Mickey è piuttosto bravo in quello.

– Come molti già sanno, dopo aver concluso IMMORTALS, sia Cavill che Evans hanno firmato per fare  (rispettivamente) SUPERMAN e Lo HOBBIT. Si potrebbe pensare che passare dalla relativa oscurità ad essere etichettati come le nuove star cambia le percezioni. Tuttavia entrambi gli attori non sono d’accordo.

HC: C’è qualche diversità? No. Non c’è nessuna differenza, stai sempre facendo un lavoro. Ti presenti al lavoro, è sempre presto al mattino, è ancora buio quando inizi, è buio quando finisci di lavorare, sei stanco e sei affamato. È come un qualsiasi altro  lavoro.

LE: È un ottimo lavoro ma è sempre un lavoro.

HC:  Il fatto che ci sia più attenzione pubblica non fa nessuna differenza. Ci possono essere più soldi e quindi ci sono alcuni lussi qui e là. Questo fa la differenza. È carino quando inizi a lavorare e hai una vera e propria roulotte invece che un piccolo e freddo box in cui cambiarti. Ma è comunque un lavoro, stai sempre recitando. Solo perché è più grande non significa che sia diverso. E non dovrebbe esserlo mai.

– Sfortunatamente per noi (e per voi lettori), Cavill non ha potuto dire molto del suo nuovo progetto, SUPERMAN.

 “È stato meraviglioso. Duro lavoro, esaltante e divertente, tutto insieme. Non posso dire di più.”

Fonte VeryAware.com

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