Luke Evans per Melroze Magazine [2012]

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Eccoci con una nuova traduzione dal passato! ^_*

Nel 2012, Luke rilasciava un’ intervista alla rivista Melroze.

L’articolo era accompagnato da alcuni scatti firmati Andrea Vecchiato!

Ringraziamo Claudia d’ averla tradotta per noi!

Sedetevi e riscoprite cosa diceva Luke alla vigilia di The Raven!

Luke Evans Melroze 1

Da quando ha iniziato la carriera di attore nel 2003, Luke Evans sembra abbia speso più tempo in abiti d’epoca che in qualsiasi altro vestito: da “Scontro tra titani” a “Robin Hood” a “I tre moschettieri”, si è ripetutamente trasformato in un muscoloso e baffuto monolito di uomo che è più a suo agio in pelli d’ animale che giacche di pelle. Ma seppure con numerosi altri progetti in fase di sviluppo che lo porteranno a iniziare le frasi con “Ye Olde..” tra cui “Immortals”, “The Raven” e due “Hobbit”, Evans insiste che siano solamente i copioni, e non le spacconerie da cappa e spada, che lo guidano in questa serie di progetti anacronistici.

“Mi sono dilettato con film in costume nella mia carriera e mi sono piaciuti tutti,” racconta Evans. “Non è che mi sono detto ‘Devo fare dei film in costume’. Guardo la sceneggiatura,  e  (guardo) se mi piace la storia, è questo che mi attrae nel fare questi film.”

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Evans spiega che nel film “The Raven”, ambientato nel 1849, interpreta un personaggio romanzato chiamato Emmet Fields, che ingaggia lo scrittore Poe per aiutarlo a risolvere una serie di omicidi le cui scene del crimine sono ispirate dalle opere più famose dell’autore. Si è introdotti al personaggio quando arriva sulla scena del crimine del primo omicidio, e comprende (come quello) sia il primo di una serie di omicidi di un assassino ispirato dai racconti di Edgar Allan Poe. Che viene prima coinvolto come sospetto, per poi realizzare che è il narratore del crimine. La storia si sviluppa e il serial killer lascia indizi, il mio personaggio deve usare Poe e Poe deve lavorare con il mio personaggio, due personaggi improbabili che non si sarebbero mai parlati nella vita reale.”

Evans spiega che la combinazione nel film di realtà e finzione gli ha dato delle solide informazioni di base da cui attingere, anche se sostanzialmente la storia è propriamente inventata. “La cosa interessante nel fare film d’epoca quando si tratta di un personaggio reale come questo, sebbene il mio personaggio sia inventato e siano stati inventati gli ultimi cinque giorni di vita di Poe quando è come scomparso e poi riapparso nel giorno della morte, è che puoi fare una quantità enorme di ricerche. Ho utilizzato tutte le informazioni che ho trovato su Poe e su Baltimora, sul periodo e sull’anno 1849, e le ho usate per dare vita al mio personaggio.”

“E questa è davvero una delle cose più interessanti dei film in costume, penso sia uno dei più grandi doni di questi film, specialmente quando sono sostenuti da buone sceneggiature, come in questo caso.”

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Nel 2009, la Warner Bros ha trovato il successo con un personaggio dello stesso periodo, “Sherlock Holmes,” reinventandolo per il pubblico attuale. Sebbene in “The Raven” sia presente una coppia di detectives al centro della storia, Evans insiste che il suo film non sta cavalcando l’onda del precedente film. “Sebbene si possa pensare che sia come Watson e Sherlock Holmes, in questo film i protagonisti passano un sacco di tempo a discutere tra di loro perché non si rispettano,” rivela. “Ma sono costretti a lavorare insieme. Per questo il loro percorso è completamente diverso. Devono trovare un terreno comune dove poter parlare civilmente l’uno all’altro, quindi sebbene possa sembrare come una relazione alla Watson e Sherlock, è completamente diversa.

Nonostante il trailer accenni solamente alla violenza che potrebbe essere presente nel film, Evans ammette che gli è piaciuto il modo in cui il regista James McTeigue ha esplorato ampiamente i dettagli raccapriccianti dei racconti di Poe.  “Non rifugge da quanto fossero sanguinose e dettagliate le storie di omicidi che Poe scrisse più di 160 anni fa, e quanto siano attuali anche oggi e così scioccanti anche adesso,” osserva Evans. “Penso che James abbia voluto fare un film che non si nascondesse da questo, è un vero e proprio thirller pieno di suspense e mistero in cui ci sono tutte quelle scene del crimine e omicidi che gli conferisce una sorta di lato spaventoso. Sono stati usati un sacco di effetti, numerose protesi e un sacco di sangue.”

Alla fine, Evans confessa che è ansioso di vedere il film finito perché è una combinazione di istinto viscerale, di intelletto, e più di tutto, di emozioni. “C’è dell’horror nel film, e una narrazione forte, e alcune relazioni piuttosto complesse tra i personaggi principali, le quali penso siano davvero importanti. Non riguarda solo i sanguinosi delitti, sebbene ci siano e anche piuttosto vividi. C’è una narrazione davvero forte che è importante per il percorso dei personaggi.

E voi, il film lo avete visto? Pensate che avesse ragione? O la vostra idea sulla pellicola è differente?

Se volete pubblicare questa intervista tradotta sul vostro sito, blog, pagina Facebook & quanto di simile, vi chiediamo gentilmente di citarci. Grazie 🙂

Scans – thanks to LETalk

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