Luke Evans per Flaunt: intervista, servizio e video [2011]

Con l’aiuto di Claudia stiamo recuperando alcune delle interviste “storiche” del nostro Luke!
 
Cosa significa storiche? 
Che in quel periodo ne uscivano davvero pochissime all’anno ed i servizi restavano impressi nelle nostre menti molto a lungo! 😛
 
Iniziamo con Flaunt!
 
Intervista del 2011, accompagnata dal servizio firmato Jason Hetherington! 
Buona lettura e buona visione. (Il video è alla fine) ^^
 
Dando uno sguardo alla piscina sul tetto dello Shoreditch House nell’East London, c’è solamente un uomo che potrebbe essere Luke Evans. 
Vestito con una polo Diesel bianca leggera, pantaloni classici color crema e occhiali da sole, con una carnagione perfettamente abbronzata, Evans conserva lo charme pragmatico delle proprie radici di ragazzo di campagna gallese. 
È cordiale, rilassato, e minacciosamente bello, senza un minimo di ego. Sono stati due anni non stop per il trentunenne attore emergente che ha cominciato la propria carriera sui palchi del West End. 
“Ho fatto uno spettacolo al Donmar Warehouse chiamato Small Change” ricorda, “fu una cosa enorme per me. Per prima cosa ero al Donmar, un posto veramente speciale in cui lavorare. Inoltre, ho potuto lavorare con il regista Peter Grill che è stato una grande forza direttoriale della mia vita. Quello fu praticamente l’inizio della mia carriera cinematografica; ha aperto le porte per le audizioni.”
Da quando Small Change gli ha fatto da trampolino di lancio nell’industria cinematografica, la stella di Evans ha avuto un’ascesa rapidissima accendendosi su Scontro tra Titani, Sex & Drugs & Rock & Roll, Robin Hood, e più recentemente Tamara Drewe – Tradimenti all’inglese, l’adattamento di Stephen Frears della striscia a fumetti di Posy Simmonds, presentato a Cannes. 
“Quello è stato uno dei momenti più importanti finora,” si entusiasma Evans. Il film è incentrato sulla Drewe del titolo (Gemma Arterton), una giovane giornalista e provocante bomba sexy, la quale dalla centrale Londra torna al suo piccolo paese natio, risvegliando nel frattempo la passione nella locale colonia di scrittori. Soprattutto l’amore d’infanzia e tuttofare della città Andy Cobb, interpretato da Evans.
L’attore sente un’affinità con Cobb. “Mi identifico molto perché sono Gallese e di origini popolari,”dice.
“Se potessi vedere le origini dei miei genitori, vedresti che è molto simile alle sue. Vengo da una famiglia di persone abituate al lavoro manuale; mio padre è un costruttore e mio nonno è un giardiniere, anche mia nonna lo è, quindi mi identifico completamente con la sua fisicità, e l’ambiente era davvero famigliare per me.

Ci sono anche altre cose di lui. È un po’ un solitario e io sono figlio unico quindi trovo molte similitudini.”

Impersonando Cobb, Evans concretizza le speranze di un ruolo principale. È chiassoso, tuttavia risulta empatico, diventando presto il fulcro del film. L’investimento nel personaggio è evidente, mentre il legame di Evans diventa affettuoso.  
“Il modo in cui si comportava con Beth”, spiega della relazione del suo personaggio con la direttrice della colonia di scrittori, “era quasi come se fosse un marito per lei e può vedere quando lei soffre. Adoro la scena dove lei è nel pollaio, lui arriva e le tocca il braccio e dice, ‘Lo sai che non durerà cinque minuti.’  È stato davvero dolce.” 
È chiaro che Evans valorizza la propria famiglia. Confessa che nonostante stia seguendo una traiettoria professionale inusuale per un “ragazzo della valle”, loro sono rimasti una fonte di supporto infallibile. “Adorano quello che faccio!” assicura. “Sono tornato a casa questa settimana e ho visto la mia famiglia e sono semplicemente affascinati. Mia nonna è così divertente. Ha detto che le sue amiche sono stanche di sentirla raccontare di me durante il bingo. Non sono una celebrità o altro ai loro occhi.”
Quando Evans racconta di casa, il piccolo paese di campagna di Aberbargoed, in Galles, le parole escono appassionatamente dalla bocca e il melodioso e gentile accento gallese si ispessisce. Come molti altri attori il suo accento va e viene ma è chiaro che le sue umili origini rimangono fermamente intatte.
Quindi, come è successo che questo gentile ragazzo di campagna ha deciso di mettersi a recitare? “Ero molto giovane quando ho iniziato a recitare”racconta. “Ricreavo continuamente scene viste in Tv.” Ride di cuore prima di continuare. “Penso che la prima volta che mi sono esibito davanti a qualcuno ho fatto uno sketch del duo comico britannico French e Saunders. Facevano scene di svariati film, e avevano uno sketch chiamato ‘Gli animali delle star.’ Mi ricordo che mia madre e mio padre mi portavano continuamente alle feste per inscenarlo.”

Da bambino, Evans ha continuato ad alimentare il suo amore per la recitazione con lezioni regolari di recitazione e canto. “È un clichè così gallese,” dice ridendo. Tuttavia, fino a quando non gli fu assegnata una borsa di studio al prestigioso London Studio Centre per studiare teatro musicale all’età di 17 anni, la carriera di attore professionista sembrava soltanto un sogno irrealizzabile. “Non pensavo di poterlo fare di professione fino a quando non mi hanno ammesso al college.” Così, dopo il diploma, Evans potè dimostrare le proprie capacità nel musical Taboonel West End di Londra. 

Intanto sognava di passare al cinema, sebbene fosse conscio del notoriamente difficoltoso passaggio dal palcoscenico allo schermo. “Non sei preso seriamente,” confessa. “La gente non pensa che tu possa recitare[in modo differente, senza musica].”

“Per quanto mi riguarda recitare è recitare,” continua. “L’unica differenza è se sei di fronte a una macchina da presa o ad un pubblico, e devi far funzionare tutto in ogni caso. La differenza più grande è la quantità di tempo necessaria per girare un film.  È stata una rivelazione per me. Puoi iniziare a girare un film dalla fine della storia. Devi conoscere il copione molto bene.” 
È questo atteggiamento propositivo che spiega questa sua disponibilità a lavorare sodo e la  la sorpresa genuina riguardo il proprio successo. “Penso che il successo sia relativo, è completamente personale. Per me, più che desiderare di ottenere qualcosa, si tratta di godersi il percorso.  Come questo lavoro nel film dei Moschettieri che ho appena ottenuto. Prima abbiamo fatto una riunione, fantastico, ma ho pensato che non mi avrebbero mai scelto, quei ruoli erano troppo buoni. Poi ho incontrato il regista e il produttore, e ho lasciato la stanza pensando, ‘Magari ho una chance.’ Poi quando mi hanno offerto la parte ho pensato ‘Incredibile!’ Mi sono davvero goduto il momento. È così che dovrebbe essere, bisogna godersi ogni singolo momento.”
Un’altra cosa che Evans ha iniziato ad apprezzare è una nuova consapevolezza sartoriale. Provenendo da un’educazione modesta, confessa che il denaro non è mai stato abbondante. “A Cannes, ero vestito con un bellissimo completo di Armani, e il marchio Diesel è stato davvero generoso. Crescendo a Londra ho avuto modo di conoscere Diesel, ma se mi voglio premiare deve essere qualcosa di costoso. È davvero carino essere viziato con così tanti vestiti.”
Più tardi, quando passeggiamo per le viuzze del rinomato East End di Londra, Evans attira sguardi curiosi dai passanti. “Sono spesso osservato ma non sanno ancora chi io sia” spiega. “Sono al punto in cui ho cinque film in uscita e penso che la gente mi riconosca ma non hanno ancora collegato che io sono quella persona”.  
Comunque sia, è ancora difficile stabilire se l’attenzione è perché viene riconosciuto o semplicemente per l’attrattiva del suo aspetto robusto e virile.

In ogni caso, sembra difficile pensare che diventare una delle facce più famose di Hollywood, cambierebbe Evans in qualche modo.  Quando gli viene chiesto riguardo la prospettiva che la sua vita sia stravolta dalla stampa, come nel caso di molti suoi contemporanei, afferma che riconosce di aver scelto di lavorare in un ambiente che conta su un pubblico che ti conosce e va a vedere i tuoi film. 

Devi prendere sia i lati positivi che negativi, fa parte del lavoro. Penso che la parte difficile sia non lasciare che influisca sulla tua vita al punto che smetti di fare cose normali.”
Cercare di collegare il glamour di Hollywood e la sua vita di basso profilo potrebbe diventare complicato quando il film Tamara Drewe uscirà il prossimo mese. Senza contare il fatto che ha appena finito di girare Immortals, in cui interpreta un dio greco. Alla fine del mese sarà in Germania dove inizieranno le riprese del film I tre moschettieri, ed ha appena ottenuto il suo ruolo più importante finora interpretando il compositore Vivaldi accanto alla bella Jessica Biel.
 
Adesso tuttavia Evans si sta godendo la preziosa calma prima della tempesta.“Sono diventato un campeggiatore appassionato.” Dice con un sorriso.  “L’ho fatto solo due volte, ma mi sono comprato una tenda e vado con i miei amici. Ci sediamo attorno al falò, prepariamo la colazione, e facciamo il barbecue.  Di notte, quando le stelle brillano, ci raduniamo attorno al falò con le coperte. Non c’è niente di meglio.”
 
Speriamo che nonostante la crescente carriera a vista d’occhio di Evans, lui riesca ancora a trovare l’occasione per andarsene e connettersi con la campagna natia.

L’articolo era accompagnato anche da un video che abbiamo sottotitolato per voi e che vi riproponiamo:

Cosa pensate delle risposte di questo Luke Evans che muoveva appena i primi passi sulla strada della celebrità?
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