Luke Evans parla con GQ del lato tenero di Dracula

Da Vlad l’Impalatore in Dracula Untold a Bard l’Arciere ne Lo Hobbit, Luke Evans è abituato a interpretare l’uomo di famiglia tenero ma forte. GQ ha incontrato il gallese in Bucharest, Romania, per parlare di Free Fire di Ben Wheatley e del perché si è iscritto a un campo di addestramento della SAS.

GQ: Come è stato interpretare Vlad L’impalatore in Dracula Untold?

Luke Evans: Mi è sempre piaciuto interpretare personaggi di epoche diverse. Puoi immergerti completamente. Diventa la tua realtà. Con Vlad è stato divertente, era una persona reale che proveniva da questo paese [Romania]. È stato interessante portare alla luce una parte della vita di Dracula che molte persone non conoscono.

Quale è il lato di Dracula che la gente non conosce?

Le persone conoscono bene la storia di Bram Stoker, ma anche lui si ispirò a Vlad l’Impalatore. Dracula Untold racconta la storia di Vlad, un uomo che combatte per quello che crede sia giusto, al quale non rimane che scegliere il lato oscuro per cercare di salvare la sua gente. Volevamo dare maggiori emozioni umane al personaggio, dargli maggior empatia così che il pubblico non pensasse a lui solo come un vampiro.

Sei conosciuto per il ruolo di Bard l’Arciere nella trilogia de Lo Hobbit. C’è qualcosa che lo paragona a Dracula Untold?

Stranamente non riesco a paragonarli. Bard viveva in uno schifoso e innaturale villaggio in mezzo a un lago, e Vlad in un castello in cima a una collina. Interpretandoli ci si sente in modi completamente diversi.

Ti manca Lo Hobbit adesso che la trilogia è stata completata?

È stato divertente vedere l’uscita di tutti e tre i film de Lo Hobbit e vederli andare così bene. Soprattutto dopo anni in cui non potevo parlarne. L’unica cosa di cui volevo parlare era di quanto fosse bello il terzo film [La battaglia delle cinque armate]. È un momento meraviglioso quando Bard uccide il drago – che in effetti è stata la prima scena che ho girato, la prima scena che ho fatto quando sono arrivato in Nuova Zelanda quattro anni fa.

 Cosa hai imparato lavorando in grandi produzioni come Lo Hobbit e Dracula?

Pazienza. Devi avere molta pazienza in un lungo film come Lo Hobbit, perché ci sono un sacco di tempi morti. Sta tutto nell’imparare ad aspettare – come dice Meryl Streep: “La recitazione è gratis, devi pagare per l’attesa.” Ne vale assolutamente la pena comunque.
Quando vedi il risultato finale e i titoli di coda con tutte le persone che hanno contribuito con il loro tempo ed energia. Fa sembrare tutto così reale. Con Dracula tutti si sono impegnati così tanto. Sono molto orgoglioso di questo.

Di cosa tratta il tuo imminente film in arrivo, Free Fire?

Ben Wheatley ha scritto la sceneggiatura di Free Fire. È ambientato a Boston e gira intorno a un traffico di armi; un thriller crudo e realistico. Ci sono dei personaggi incredibili ed è anche piuttosto psicologico. Ho lavorato con Wheatley anche in High-Rise e mi sono divertito parecchio, anche per questo ho accettato. Wheatley ha un vero talento: è un regista in erba, un giovane regista, che sta tracciando la propria strada. È davvero valido e ama quello che fa.

Al momento ti stai preparando per la parte di un soldato dell’aviazione, giusto?

Sì, al momento il film si chiama SAS Red Notice ed è diretto da Nick Love. È basato sul libro di Andy McNab che parla del soldato del SAS (Special Air Service)  Tom Buckingham. Sto facendo l’addestramento al momento. Non farò proprio l’allenamento del SAS – mi sto solo tenendo in forma – ma ci sono un paio di parchi dove abito dove posso andare e fare un addestramento SAS. Prima devo alzare la mia resistenza fisica,  quei campi di addestramento mi terrorizzano. Quelli che li gestiscono sono soldati di elite, vengono lanciati dietro le linee nemiche e sono preparati mentalmente come lo sono fisicamente. Sono capaci di cose che non potrò mai comprendere.

Di tutti i film in cui sei stato, quale sceneggiatura hai sentito più vicina?

Direi che ci sono elementi di me in tutto quello che faccio. È così che recito. Devo trovare una parte in ogni personaggio che innesca qualcosa dentro di me, per farlo diventare più reale possibile. Quello che si avvicina di più a me probabilmente è Bard l’Arciere perché parla con un accento gallese. Non ho figli, non ancora, ma mi sento della classe operaia,trovo questo in comune. E non è un eroe comune, vuole solo fare il suo lavoro. Mi piace questo di lui.. e uccide un drago, anche se non pensa di riuscire a farlo. Era in cima alla torre della campana e l’ha fatto.

Traduzione a cura di Claudia per LukeEvansAddicted – Italia

Il giorno che diventerà papà noi dovremo essere raccolte col cucchiaino, e voi? 😀

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