Luke Evans su Prestige Hong Kong

Nel recente viaggio ad Hong Kong per l’inaugurazione dello Store Bulgari, Luke ha rilasciato interviste a magazine e tv. Qui di seguito l’articolo pubblicato ieri dalla rivista Prestige! Leggete e rifatevi gli occhi ^_^
Avete visto Luke Evans nella trilogia de Lo Hobbit e in Dracula Untold , ma c’è molto di più da scoprire di questo affascinante gallese. OLIVER GILES incontra l’attore che tiene Hollywood in pugno.
Arriveremo a Lo Hobbit in un minuto. E a Vlad l’Impalatore. E alle voci che la Universal Studios ha in programma di affrontare il franchise da record dei supereroi della Marvel, con una nuova serie di film di fantasia ad alto budget, potenzialmente con Luke Evans in uno dei ruoli principali. Ma prima ho intenzione di lasciar sedere Evans e di godersi la vista.
Siamo seduti sulla terrazza dell’ Ozone, il bar al Ritz-Carlton, Hong Kong, che ha una splendida vista sulla città dal suo traballante trespolo al piano 118. Il sole splende, Victoria Harbour è scintillante sotto di noi e Evans sembra, per quanto posso dire, molto felice. E lui ha un sacco di ragioni per esserlo.
E’ stata una lunga strada verso il successo per il 35enne attore, che si è esibito per nove anni sui palchi a Londra in musical come Rent, Taboo e Miss Saigon prima che Hollywood venisse a bussare (alla sua porta). Il primo regista a ricorrere al talento di Evans e al suo bell’aspetto celtico fu Louis Leterrier, che lo ha arruolato per interpretare il dio greco Apollo nel suo remake di Clash of the Titans nel 2010. Sebbene Evans giocasse solo un ruolo di supporto, il fatto stesso di aver fatto parte del cast stellare del colossal, gli ha fornito la svolta nell’industria cinematografica.
Quello stesso anno Evans ha ottenuto la sua prima parte in primo piano, come un robusto, infelice bracciante agricolo in Tamara Drewe di Stephen Frears, che gli valse l’attenzione della critica e una base di fan piuttosto devota. Da lì in poi rapidamente recitò ne I tre moschettieri, Immortals e diversi film indipendenti più piccoli prima di conquistare il più grande ruolo della sua carriera fino ad oggi: quello dell’uccisore del drago Bard l’Arciere nella trilogia de Lo Hobbit. Bard non appare fino al secondo dei tre film, ma le prestazioni di Evans come il padre vedovo di tre bambini, ha ricevuto recensioni entusiastiche e assicurato la sua posizione come una delle stelle nascenti di Hollywood.
Andando avanti e indietro per la Nuova Zelanda, per le riprese de Lo Hobbit, Evans ha anche trovato il tempo per apparire come un cattivo soldato britannico in Fast & Furious 6 e per recitare il ruolo del protagonista di Dracula Untold. Il prossimo è un ruolo di primo piano nel film basato sul distopico romanzo, di JG Ballard, High Rise, che si dice essere in corsa per una premiere al Festival di Cannes di quest’anno.
Fuori dallo schermo, Evans sembra condurre una vita relativamente tranquilla. E’ cresciuto in un piccolo paese nelle Valli del Galles chiamato Aberbargoed prima di trasferirsi a Londra all’età di 17 anni, dove ancora oggi vive. La sua carriera cinematografica ha portato a rapporti di lunga data con diversi marchi di moda e di orologi, tra cui Bulgari, che lo ha portato a Hong Kong per una serie di eventi. Ma Evans non è il tipo di attore che è regolarmente avvistato cadente (ubriachi??) nei locali notturni a Los Angeles o alle feste sugli yacht nel Mediterraneo.
Nel corso della nostra conversazione, Evans è premuroso, gentile e incantevole come speravamo sarebbe stato. La sua vita personale è generalmente off limits per la stampa, anche se ha rilasciato qualche intervista rivelatrice all’inizio della sua carriera mentre recitava ancora sui palchi di Londra. Ma visto che tutti sembrano volere un pezzo di questa stella nascente, forse è comprensibile che voglia mantenere i dettagli, della sua vita, privati il più a lungo possibile.
Hai iniziato la tua carriera sui palcoscenici di Londra. Recitare nei film è sempre stato il tuo sogno? 
No. E’ molto difficile uscire dal teatro (mondo) dei musical. C’è una leggera stigmatizzazione legata agli attori di musical, perché un sacco di gente pensa che non sappiano farlo, che non sappiano recitare senza la musica, e non è vero. Quindi avevo una sorta di presupposto che quella sarebbe stata la mia reale carriera, sul palcoscenico. Penso che per la maggior parte delle persone, essere in un film è un’idea da sogno e così era sempre stato solo un sogno per me. Io davvero non credevo che sarebbe stato altro che questo.

Il primo ruolo fu nel film Clash of the Titans. Ti sentivi come se fossi stato gettato nelle acque più profonde?
Sì, completamente. Ero pronto per questo, però. Alla fine della giornata, pensavo, beh, sto recitando. Imparavo andando avanti: guardando, osservando, rimanendo tranquillo. Guardando come faceva Liam Neeson e come faceva Ralph Fiennes e tutti gli altri attori brillanti con cui ho lavorato in Clash of the Titans. Quando non si conosce l’organizzazione basta stare un po’ più tranquillo e coglierla.
Sei tentato di tornare a fare anche teatro?
Si, potrei farlo. Ci ho pensato. Si tratta di trovare una finestra nel mio anno, perché il teatro prende molto più tempo rispetto al girare una pellicola: c’è la preparazione, ci sono le prove, ci sono tutte queste cose. Ho fatto nove anni di teatro e quindi penso che sia anche da trovare il ruolo giusto. Ero a New York di recente e ho parlato con un sacco di registi teatrali sul fare qualcosa forse, magari a New York.
Quindi hai avuto nove anni nei teatri prima di trasferirti nel cinema. Sei felice di aver avuto questo tempo per maturare? Alcune celebrità sono strappate ai palcoscenici a soli 20 anni… 
Beati loro, questo è tutto quello che posso dire! Che possa durare a lungo. Questo non era proprio il mio viaggio. Sono contento in un certo senso di aver avuto 29, 30 anni prima che di iniziare a fare film, perché mi rendo conto di quanto sono fortunato a fare quello che faccio per vivere. Ma se hai 23 anni e arrivi a lavorare ad Hollywood, poi … incredibile, sorprendente, che fortuna! A 23 anni ero in tour con Miss Saigon per tutto il Regno Unito. E a 24 sono stato disoccupato per un anno, quindi era un mondo molto diverso.
Penso che molte persone oggi probabilmente ti conoscano meglio per Lo Hobbit. Come sei arrivato ​​a quel ruolo? 
Probabilmente il più lungo processo di audizione di sempre, perché ho ​​fatto il provino, quando era ancora Guillermo del Toro il regista e non ho avuto nessuna notizia per un anno intero. Avevo giusto fatto il provino una volta e non ho mai avuto la risposta – nulla. Così ho pensato che qualcun altro era stato scelto per il ruolo. Poi durante quell’anno ovviamente avevo lavorato molto, quindi il mio profilo era salito un po’ e penso che siano tornati a rivedere i nastri. E Peter [Jackson] era il regista del film in quel momento, e tra lui, Fran [Walsh] e Philippa [Boyens], sono saltato fuori e mi hanno chiamato e mi hanno chiesto se volevo volare in Nuova Zelanda per un provino per il personaggio. Quello era il venerdì, e la domenica mattina dovevo volare a New Orleans per girare un thriller, quindi non potevo [andare in Nuova Zelanda]. Ho dovuto dire di no. Ho dovuto dire no a ciò che potenzialmente sarebbe stato il ruolo che cambiava i giochi, quindi ero così spaventato. Ma hanno molto gentilmente detto, “OK, ti faremo registrare su nastro a Londra e vedremo da qui.” Così sabato pomeriggio sono andato al provino, ho fatto il personaggio e mi sono svegliato domenica mattina con l’ offerta.
Oltre a Bard l’Arciere hai interpretato un altro personaggio molto noto: Dracula. Perché hai voluto Dracula Untold?
Era un approccio molto diverso alla storia. Era la storia delle origini del vampiro più famoso, e si inizia con il personaggio prima di diventare il vampiro. Ero incuriosito e quando ho letto la sceneggiatura ho potuto immaginare i momenti, così ho pensato, ok, posso farlo; potrei portare un po’ di umanità a questo personaggio. E la possibilità di avere il ruolo principale in un film degli studio (casa cinematografica) – per la prima volta mi è stata data la possibilità di dimostrare a me stesso, allo studio e al pubblico che potevo portare (avanti, sulle spalle, condurre) un film. E’ stata una grande cosa. E’ stato un momento enorme per me. Probabilmente più grande de Lo Hobbit, perché girava tutto intorno al mio personaggio ed era il ruolo del titolo. Avevo molto da dimostrare e ho colto al volo l’occasione, ma era spaventoso. E’ stato spaventoso quando è venuto fuori (è uscito nelle sale) – ero preoccupato che non avrebbe funzionato e che non sarebbe piaciuto alla gente. Ma è andato molto bene, quindi sono super felice.
E il finale è molto aperto. Si dice che Universal Studios stia progettando quello che viene chiamato uno “Shared Monster Universe”, una serie, qualcosa sulle orme dei film Marvel sui supereroi. C’è qualcosa che puoi dire a tal proposito? 
No. Sai quanto me. In realtà, io ne so un po’ di più, ma ho giurato di mantenere il segreto. E’ una grande idea e il piano è molto eccitante. Universal ha tutti questi personaggi incredibili di cui sono proprietari fin dall’inizio della storia del cinema. Il progetto è grande ed è in movimento. Sarà divertente, e se lo faranno sarei super felice di interpretare Vlad, o in qualsiasi altro modo vogliamo chiamarlo a quel punto, perché è immortale e può girare ovunque. Il potenziale è enorme.
Sei anche nel cast del prossimo High Rise. Qual è il tuo ruolo in quel film? 
Interpreto Richard Wilder. Lui è un grande eroico personaggio, è un documentarista di guerra che è senza lavoro. E’ un po’ uno speculatore. Viene descritto come l’agitatore da JG Ballard. Lui è pazzo, ma ci sono anche dei puri, sani momenti nel film in cui si vede il mondo attraverso i suoi occhi e tutto ad un tratto ci si rende conto che non è così folle come tutti gli altri intorno. E’ stato un ruolo molto divertente e [il regista] Ben Wheatley è un genio, un vero genio.  Mi ha permesso di “procedere” da solo e il ruolo mi ha permesso di farlo e qualche volta mi ha spinto ancora oltre quanto io pensassi di poter andare. Sarà un film molto divertente per me da guardare – forse non per tutti gli altri! Perché è una bella trama oscura, il libro è davvero fott*t*mente dark.
Una nota leggermente diversa: Sei abbastanza attivo sui social media?
Lo sono? Ho i miei momenti.
Credo che usare i social media sia piuttosto interessante,  anche se un sacco di attori e attrici ne restano davvero lontani. Perché li usi? 
Credo che sia colpa di Stephen Fry, in realtà. E’ semplicemente un essere umano incredibile e mi piace chiacchierare con lui di qualsiasi cosa, ma lui è molto attivo sui social media. Li usa come modo per parlare – nessuno lo può parafrasare se viene da lui, e il modo in cui lo fa è attraverso i social media. Si possono usare come strumento. Non si tratta di mettersi in mostra e dire: “Guardatemi, sono ad Hong Kong”. Per me si trattava di collegarmi con i miei fan in un modo molto personale. Se voglio, posso parlare con qualcuno dall’altra parte del pianeta per rispondere a un messaggio via Twitter. Io non lo faccio molto spesso, non è quello che faccio. Ma a volte se qualcuno fa qualcosa di incredibile, allora io dico: “Great!” Questa donna si è tatuata me.
Stavo per chiedertelo! 
Hai visto? L’ho rtwittato. Probabilmente non avrei dovuto, perché non ho tatuaggi e non li raccomanderei a nessuno, ma è una sorprendente somiglianza col mio viso. Sono rimasto impressionato, scioccato, preoccupato e onorato, tutto in una volta. E’ una cosa molto strana. Preferisco che la gente non lo faccia. Sento quasi un senso di responsabilità. Mi sento un po’ come se fosse colpa mia, ma è la loro scelta, è la loro pelle, è la loro tela, possono fare quello che vogliono.
Spesso condividi campagne contro il bullismo su Twitter. È qualcosa che ti è particolarmente a cuore? 
Sì, perché sono stato fortemente vittima di bullismo da bambino. Sono figlio unico cresciuto nelle valli del sud del Galles, ero testimone di Geova – sono persone molto tranquille, non contemplano aggressività, violenza, insegnano ad amarsi l’un l’altro. Quindi ero il bersaglio perfetto per i bulli a scuola. E’ stato molto difficile; molto, molto difficile. Ma io ero un combattente. Volevo avere un sogno e una vita e non lasciarli rovinare da questo. Ma so che il bullismo – soprattutto in quegli anni di formazione, l’adolescenza e l’infanzia – può davvero rovinarti come adulto. Mi è stato chiesto di diventare un ambasciatore di Prince’s Trust , per l‘associazione benefica Prince Charles’ Trust, che è un ente di beneficenza incredibile che aiuta le giovani persone che non hanno avuto il miglior inizio nella vita e dà loro la consulenza e la formazione e le opportunità. Quando mi hanno chiesto se volevo diventare [ambasciatore] dissi: “Assolutamente, mi piacerebbe, ma vorrei indirizzarmi davvero sulle cose che sono importanti per me”. E ho pensato, tu sai cosa fare, il bullismo è qualcosa che hai personalmente sperimentato. Poteva andare in due modi per me: avrei potuto diventare un recluso, avrei potuto suicidarmi. Il bullismo può colpire i bambini e gli adolescenti così tanto – e invece sono uscito attraverso l’altro lato (non si è arreso). Ho pensato: ho una storia da raccontare e spero di ispirare o semplicemente dare un po’ di fiducia a qualcuno.
Hai rilasciato alcune interviste abbastanza rivelanti agli inizi della tua carriera? Pensi che Hollywood si stia aprendo a tutti i tipi diversi di persone?
Senza soffermarsi su di esso troppo a lungo, il mondo sta cambiando – è in continua evoluzione. Siamo così fortunati perché la nostra attività può incorporare chiunque. E’ un campo davvero vario quello in cui lavoriamo, e tutti possono essere parte di esso. Non capisco come funziona la macchina di Hollywood; credo che nessuno lo capisca. Non è una persona, è un’ intera società, un grande business che sta in piedi da un tempo molto lungo. Sono solo felice di essere parte di esso e di vivere il mio sogno. Non sono venuto a compromessi con niente e nessuno. Sto facendo quello che voglio e godendomi il mio tempo. La mia esperienza in questo settore è stata molto, molto positiva.

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Fotografo Richard Ramos| Produzione Francisco Anton-Serrano|
Styling Denise Ho| Make-up Megumi Sekine| Hair Dickey Blue|
Photo Asst Curtiss Li And Gordon Lo| Location The Ritz-Carlton, HK.
Source, IgTwitterFb. 
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