Luke Evans in Messico per promuovere "Lo Hobbit – La battaglia delle 5 armate"

In Messico Luke ha rilasciato molte interviste, ecco cosa riporta  Milenio.com:

L’attore britannico Luke Evans ha detto che i registi messicani come Guillermo del Toro hanno un modo interessante di lavorare, così vorrebbe collaborare con qualcuno di loro.

Durante la sua visita a Città del Messico per promuovere il film ‘The Hobbit: La Battaglia dei Cinque Eserciti”, ha detto che dopo aver partecipato alla trilogia di Peter Jackson sta cercando di interpretare personaggi diversi dai precedenti, ma complessi.

Quest’anno ho girato un film indipendente in cui il personaggio era completamente diverso da quelli interpretati prima, farò ruoli come questo in futuro, rappresenterò tipi di personaggi che non ho ancora fatto.

“Non c’è bisogno che sia un super blockbuster, ma semplicemente questione di sfidare me stesso, per rendere i personaggi che non ho ancora interpretato“, ha detto.

Per quanto riguarda l’industria cinematografica nazionale (Messicana), ha detto: “Conosco alcuni registi messicani, mi sembra che abbiano un modo molto interessante di fare regia, Guillermo del Toro, per esempio, è un uomo meraviglioso e mi piacerebbe lavorare con qualcuno di loro, sarebbe emozionante.

Su Bard: “è uno dei pochi esseri umani nel film e questo crea un grande impatto sul pubblico, non ci sono molti umani ne Lo Hobbit. Ho sempre pensato che doveva essere qualcuno in cui la gente potesse rivedersi, nella sua famiglia, ciò che lui è stato, perché sceglie di rimanere mentre tutti fuggono, perché diventa il capo, lui è un leader naturale, ma non se ne rende conto” ha detto l’attore.

Ha aggiunto che il desiderio di proteggere la sua famiglia lo porta a mostrare il coraggio che ti permette di guadagnare il rispetto del resto della comunità e contribuisce in modo significativo al risultato di questa trama.

Evans ha detto che questo lavoro gli imponeva di lavorare molto con la sua immaginazione, perché in molte scene ha recitato senza avere nulla di fronte.

“Una delle scene più difficili è stata la primo del terzo film, perché sono sul tetto e combatto il drago e quando ho girato quella scena non c’era il drago, non sapevo nemmeno cosa stavo guardando, ho dovuto usare la mia immaginazione e anche la parte fisica è stata difficile.”

Ho dovuto creare (da solo) il concetto di terrore, di paura e tutto era molto difficile, fisicamente e mentalmente” ha detto.

L’episodio finale “sul grande schermo è incredibile,” ha detto.

Fonte

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