Intervista di Filler Magazine a Luke!

FILLERmagazine_LukeEvans_1Nuova intervista del nostro attore, tradotti per voi fan italiani!

Questa volta si tratta della rivista Filler Magazine, che nell’autunno del 2010 ha pubblicato una lunga intervista in cui Luke parla dei suoi film Tamara Drewe e I Tre Moschettieri… e non solo!

Smetto di tediarvi con questa introduzione e vi auguro soltanto una buona lettura!



FILLERmagazine_LukeEvans_2Luke Evans non è il genere di attore che puoi sorprendere a fare il suo lavoro con leggerezza.Sul set tedesco de I Tre Moschettieri, accanto al premio Oscar Christoph Waltz e agli attori Mads Mikkelsen, Orlando Bloom e Milla Jovovich, il nuovo arrivato a Hollywood è concentrato sulla sua performance, non sul fatto di essere un brillante astro nascente. “Se succede, succede. Non è il vero motivo per cui faccio questo lavoro,” dice Evans a proposito della fama. “Lo faccio per recitare, e per godere di una carriera che ho sempre voluto e sta succedendo, e me la sto godendo. Qualsiasi altra cosa accada è fuori dal mio controllo”. Mentre un’alzata di spalle è una reazione abbastanza normale per un qualsiasi giovane attore coscienzioso nella posizione di Evans (soprattutto per uno che ha 6 film in uscita nei prossimi 2 anni), un’eccezione è data dalla spontanea onestà del suo commento.
Cresciuto nel rigoglioso verde di Pontypool nel Sud del Galles, Evans mostra una certo agio mentre parla dei “five and country senses” [poesia, ndt] dell’idolatrato conterraneo e poeta Dylan Thomas. La mordace ingenuità del suo modo di parlare bilanciata da un sofisticato fascino cosmopolita (pensate a Clark Gable in It Happened One Night) – si esprime totalmente nel suo sorriso enigmatico. “Mi piace alternare tra le due”, dice Evans sulla città e sulla campagna. “Mi è piaciuto crescere in campagna ma sono sempre stato un ragazzo di città. Non ho mai veramente perso l’equilibrio tra le due”.
FILLERmagazine_LukeEvans_3Nelle luci intense di Londra, un giovane Evans trovò una seconda casa sui palchi nel West End, zona occidentale della città. Ottenendo il suo primo ruolo da professionista al suo terzo anno di università, l’attore interpretò da Theo ne La Cava fino a recitare in musical tra cui Taboo, Avenue Q, Rent e la versione britannica di Miss Saigon, alternati a messe in scena d’avanguardia come Piaf all’acclamato Donmar Warehouse di Covent Garden
 
Dopo quasi dieci anni sulle scene teatrali, Evans ha fatto il salto dalla recitazione davanti al pubblico alle riprese in esterni e alle squadre di ripresa, che sono culminati nell’ampia gamma di uscite cinematografiche di quest’anno come Sex & Drugs & Rock & Roll, Clash of Titans e il Robin Hood di Ridley Scott, e al Toronto International Film Festival con Tamara Drewe. “E’ stato un po’ surreale,” dice riguardo l’accelerazione che ha preso la sua carriera cinematografica, “E la velocità alla quale tutto ciò che è successo negli ultimi 18 mesi è stata piuttosto sorprendente”.
 
Passare dall’interpretazione teatrale nella produzione originale del West End di Boy George Taboo al ruolo di Apollo nel blockbuster 3D della Warner Clash of Titans ha richiesto una specie di “rieducazione”. “Ho imparato un sacco di cose da quando sono passato ai film,” afferma. “E’ una disciplina differente, completamente diversa dal recitare in teatro”. Ad ogni modo, abituato al mistero del teatro e all’energia derivante da una performance live che una attore può creare, Evans sta affinando il suo talento per adattarsi con successo al mondo del cinema.
 
FILLERmagazine_LukeEvans_4Affiancando Gemma Arterton nel ruolo romantico di Andy Cobb, nell’ultimo film del regista nominato agli Oscar Stephen Frears – (The Queen, Dangerous Liaisons) – Tamara Drewe, Evans è a un passo dal diventare un nome familiare. Al gala di quest’anno del Festival di Cannes, la dramedy [la parola dramedy si traduce in tragicommedia, spettacolo o serie televisiva in cui compaiono elementi comici e drammatici insieme, ndt] ha già attirato l’attenzione dei media e delle case di produzione nel “nuovo” talento britannico. La premiere nord-americana del film al Toronto International Film Festival non farà altro che accrescere i pettegolezzi.
 
Basato sui fumetti di Posy Simmons per il giornale The Guardian, Tamara Drewe ci porta dentro le vite di un gruppo di vicini di casa che vivono in un villaggio rurale nella contea di Dorset in Inghilterra. I problemi degli abitanti aumentano quando la nostra eroina eponima della storia, interpretata dalla Arterton, ritorna nella campagna trasformata in un’arrogante reporter di Londra, diventata bella (grazie ad un’operazione chirurgica al naso) tanto quanto suscettibile (fuori luogo nel trambusto metropolitano) – la combinazione di tali elementi getta gli abitanti del villaggio (gli uomini in primis) nell’agitazione più totale. Evans interpreta uno dei tre uomini che hanno un’appassionata relazione con Tamara. La sua opinione sulla storia tra Tamara e i suoi molteplici corteggiatori: “Oh mio Dio, ecco cos’è una storia d’amore moderna oggigiorno”, ride. “è difficile definirla con un nome, vero?”
FILLERmagazine_LukeEvans_5Spiccando nel film come un umile agricoltore di buon carattere, Evans calza nel ruolo come una mano in un vecchio guanto. Come ha detto Frears durante l’incontro con la stampa internazionale, ha colto in Evans un atteggiamento da persona affidabile, e immediatamente ha visto in lui Andy Cobb in persona. “Penso che questa sia la parte di Andy che più assomiglia a me,” commenta l’attore sull’iniziale impressione di Frears. “Sono un ragazzo piuttosto modesto che non si mette tanto in mostra… sono solo me stesso e non pretendo di essere quello che non sono, e spero che questo sia quello che ha visto [il regista] in me”. La relazione di Evans con il suo personaggio si è creata altrettanto rapidamente. “Non appena ho letto il copione l’ho capito, assimilato e mi sono legato a lui”, dice. “E’ bello quando succede, raramente tutto questo accade in maniera naturale”. Ci fa notare però che queste somiglianze con il suo personaggio non vanno a modificare quello che è il suo stile personale, per quanto semplice possa essere. Ride, “Probabilmente utilizzerei vestiti migliori di Andy, e non sarei coperto di fango tutto il tempo.” 
 
Una commedia modesta a prima vista, Tamara Drewe non avrebbe trovato posto nell’astuta opera di Frears se il soggetto della storia non fosse andato controcorrente. E così è, nella sua riflessione sugli intrighi e sulla teatralità della vita comune in un villaggio rurale. Evans ha preso familiarità con l’argomento senza difficoltà. “Credo che non ci siano abbastanza film che mostrano l’Inghilterra, il ceto medio e quelli del ceto basso-alto, e per ceto medio intendo quelli che pensano di stare più su di quello che sono in realtà”, suggerisce. “Sono abbastanza sicuro che ci siano tanti drammi nel Dorset quanti ce ne sono nell’East End di Londra.”
 
Sul set della campagna inglese, Evans e il piccolo cast di Tamara Drewe si sono ritrovati in un ambiente familiare creato da Frears. “Stephen è stato grande,” dice Evans a proposito della sua esperienza sul set con il regista. “E’ riuscito a creare un’atmosfera di calore, fiducia e sicurezza che ti permette di essere a tuo agio e di provare a fare quello che lui vuole che tu faccia. Come attore è stata un’esperienza molto appagante, e mi sono goduto ogni singolo minuto”. Per lui, essere sul set con Frears, è stata una tappa fondamentale nella sua carriera, cosa che ancora deve realizzare. “A causa della velocità con cui si è evoluta la mia carriera, non sono riuscito a realizzarlo 8 mesi fa, e ora sono 7-8 mesi da quando ho lavorato con Stephen Frears…mi fa impazzire.”
 
I momenti surreali sono diventati una costante nella vita giornaliera di Evans da quando è stato catapultato tra le colline di Hollywood. “E’ stato tutto così veloce,” dice. “mi devo dare un pizzicotto e fare mente locale. Voglio dire… mio Dio, alloggio in questo bellissimo hotel a Monaco, e ho passato l’intera giornata a fare combattimenti di spade e a cavalcare con Christoph Waltz e penso solo ‘Gesù, questo fa parte di una vita normale’, ma non mi sento come se lo fosse.” Ad ogni modo, il cavallo di cui parla è uno stallone e lo cavalca da vero professionista.
Nonostante tutto questo ancora sembri un po’ “bizzarro” per l’attore, si sta godendo quella che lui chiama “un’esperienza educativa”. “E’ bello non diventare mai un perfetto professionista, impari sempre qualcosa” nota Evans. “Puoi sempre imparare un trucco, che io ho certamente fatto lavorando con bravissimi attori e fantastici registi.” Anche passando ormai molto tempo sui set delle grandi produzioni cinematografiche sembra che probabilmente la sua personalità non stia subendo grandi cambiamenti; ha la testa ben salda sulle spalle, anche se sembra strano. “Non sai mai cosa puoi trovare dietro l’angolo; godersi il viaggio è tutto quello che un attore ha.”
 
FILLERmagazine_LukeEvans_6Rimanendo sempre Andy Cobb nel suo saldo approccio alla vita, ha invece un non so che di delicato nell’interpretare Aramis, il moschettiere sempre dedito alla preghiera e ad infrangere cuori. Un uomo di innegabile fascino, ammette Evans – dopo molte risate e molte pause – riferendosi al modello romantico di uomo del suo ultimo personaggio. “Sono un po’ riluttante ad ammetterlo…probabilmente assomiglio molto di più ad Aramis che ad Andy Cobb”, fa una pausa e ride. “Mi piacerebbe pensare che ci sia un bell’equilibrio tra i due, ma penso che purtroppo alla fine sono molto più vicino al personaggio di Aramis.”
 
 

Con i titoli dei film che aumentano sul suo profilo di IMDB [The Internet Movie Database, ndt], con lui che ha a malapena il tempo di mangiare e dormire tra combattimenti di spada, cavalcate, lezioni di violino e programmi di apprendimento, Evans si sta abituando alla vita frenetica di un attore molto richiesto, ed è ovviamente felice di tutto ciò. “E’ veramente fantastico quando, tutto ad un tratto, i tuoi obiettivi e le tue ambizioni diventano tangibili.”

Mentre si sta godendo il passaggio dai film drammatici a quelli di azione, Evans farà di nuovo un salto nei film drammatici con il suo nuovo progetto intitolato Vivaldi, un dramma storico incentrato sulla storia d’amore tra il sacerdote veneziano, compositore e virtuoso violinista, e la sua protetta, la cantante Anna Tessieri Giro che sarà interpretata da Jessica Biel. Ingaggiato come il personaggio che dà il titolo al film, è fiducioso nell’impersonare il protagonista, ma allo stesso tempo è in soggezione per il fatto stesso che lo sarà. Però non è nervoso. “Sono piuttosto emozionato. E’ una grande responsabilità, ma sono decisamente pronto per affrontare questo film.” Poi aggiunge con una risata, “ Voglio sperare che non mi avrebbero dato il ruolo se avessero pensato che non ero pronto.” Mentre si sta sommergendo nei “fatti e nelle storie che circondano Vivaldi” attraverso la grande ricerca che sta facendo per recitare la parte, sta trovando anche il tempo per imparare a suonare il violino, ovviamente quando non è impegnato sul campo, con la spada in mano, o a cavalcare stalloni. “E’ stato molto interessante,” ride mentre parla delle sue ultime lezioni di musica. L’attore è “abbastanza sicuro” che sarà in grado di padroneggiare lo strumento (davanti alla telecamera) entro la fine delle lezioni. “Non ho mai suonato il violino, ma provengo da una famiglia di gente pratica, concreta, che impara le cose in modo molto veloce, e per fortuna ho preso abbastanza da loro.”


Potete trovare tutte le scansioni e gli outtakes del photoshoot visitando la nostra gallery, cliccando sui rispettivi link!
 
Fonte intervista: Filler Magazine



Un ringraziamento a Sara per l’intera traduzione!


Se volete pubblicare questa nostra intervista tradotta sul vostro sito, blog, pagina Facebook & quanto di simile, vi chiediamo gentilmente di citarci. Grazie 🙂
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