Luke parla di Bruce Reynolds con la BBC

Eccovi tradotta l’intervista di Luke per l’emittente tv inglese BBC che ha prodotto e trasmesso The Great Train Robbery 🙂
Cosa ti ha attirato ad interpretare il ruolo di Bruce Reynolds in The Great Train Robbery?
Un po’ di tutto in realtà. Il copione era molto bello – penso che Chris (Chibnall) abbia fatto un lavoro fantastico nel rivisitare storicamente gli eventi e il personaggio era veramente ben scritto. Si ha una buona idea della relazione che c’era tra di loro e della loro amicizia. Penso anche che Julian Jarrold sia un grande regista, e l’altra cosa era che non ho mai fatto niente del genere in televisione e così questa era la mia occasione per conquistare il pubblico, facendo qualcosa per la BBC e qualcosa di grande come questo.
Come ti sei trovato a girare per la televisione piuttosto che per il cinema?
Ci sono un paio di differenze… noi lavoriamo ad un ritmo più veloce. I budget televisivi non sono mai grandi quanto quelli di un film, ma nella qualità di ciò che produciamo non ci sono assolutamente differenze. Ciò che giriamo è incredibilmente speciale ed abbiamo un grande direttore della fotografia, George (Richmond) e l’intero team lavora molto bene insieme. Abbiamo lavorato abbastanza velocemente nelle varie location e abbiamo lavorato in ambienti abbastanza desolanti a volte – lavoravamo di notte sui vagoni del treno con un tempo molto molto freddo e una terribile neve quando si supponeva essere in agosto, cioè è stato molto difficile. In realtà abbiamo fatto un po’ di riprese nella neve e le abbiamo incorporate all’interno del film. Ma a quanto pare quello era stato il più freddo agosto della storia qui, quindi non era poi troppo diverso dal 1963! Ma a parte questo, la produzione è esattamente la stessa. Solo molto più veloce – abbiamo girato “A Robber’s Tale” (la prima parte) in circa cinque settimane.
Quale ricerche hai fatto per prepararti ad interpretare il ruolo di Bruce Reynolds?
Essendo una storia di 50 anni, c’erano molte informazioni, la cattura dei ladri e la scoperta del treno derubato. C’erano un sacco di riprese dell’ITN e della BBC nelle notizie di allora così ho guardato tutte le bobine con le news ed erano fantastiche. C’erano anche alcuni libri fantastici. Bruce era una persona abbastanza carismatica. Aveva molta influenza e si vestiva elegantemente. Indossava gli occhiali tutto il tempo ed era un uomo da “una donna sola”. Aveva molte grandi qualità, per quanto fosse un criminale. Ma era un criminale di successo, e quindi c’era tanta roba per far ricerca. Tanta, tanta.
Quanto è difficile interpretare una figura realmente vissuta in un dramma?
Molto difficile. Penso che in ogni ruolo che interpreti, dovresti prenderti la responsabilità di fare la migliore rappresentazione di quella persona o di quel personaggio o di quel ruolo. Quando si tratta di un uomo che è realmente esistito ed è una persona che la gente conosce, tu senti una pressione aggiuntiva per riuscire a fare un buon lavoro. La triste storia dietro questa vicenda è il fatto che dopo che aver annunciato che avrei interpretato il ruolo di Bruce lui morì, così io non l’ho mai potuto incontrare ed è stato un vero peccato. Dopo ho sentito ancora di più la responsabilità di rappresentare quest’uomo nella maniera più accurata ed autentica possibile. Ma credo che quando si interpreta qualsiasi ruolo si dovrebbe dare il meglio per interpretarlo.
Come ci viene introdotto Bruce nel primo film di The Great Train Robbery, A Robber’s Tale?
Il punto in cui incontri Bruce Reynolds è il 1962. Il film inizia con una rapina all’aeroporto di Londra, che ora conosciamo come Heathrow . Era una grande rapina a quel tempo e Bruce era un criminale di grandissimo successo. Visse per un periodo dell’anno nel sud della Francia e aveva Aston Matrin e Porches parcheggiate, faceva una vita molto bella. Si vestiva con abiti di Savile Row, fatti su misura, e aveva anche le scarpe fatte su misura. Si vestiva in modo veramente molto elegante e non è stato visto mai con qualcosa che non fosse immacolata. E questo è il punto dove lo incontriamo, al culmine della sua carriera da criminale, ma era ancora alla ricerca del grande lavoro. Era famoso per aver detto che la grande rapina al treno per lui era come la Cappella Sistina. Era il cavallo di battaglia di un criminale in fuga. Qui è dove lo incontrerete, quest’uomo che vuole fare un ultimo colpo che lo fermerà dal farne altri.
Cosa ti piace di questo periodo?
Gli anni sessanta erano un’icona di stile e di look. Ma ciò che era veramente interessante del 1963 era che era il periodo pre-Beatles così i vestiti del tempo, specialmente gli abiti, erano completamente differenti dai vestiti post-Beatlemania. Anche Bruce era incredibilmente appassionato dei Rat Pack e di Frank Sinatra, lui amava questo genere di musica e questo genere di stile di vita, fumava sigari Montecristo, quella era la sua vita. La viveva. Lui non pretendeva solo di esserlo, lui era quella persona. Così lo stile di quell’epoca è molto prominente nel film. Niente è escluso. I veicoli erano autentici e i vestiti erano tutti di quel periodo, è stato fantastico! Sono stato riportato a questo (alla realtà)  molte volte, ma facendo tutto il lavoro come attore entri nel personaggio, e non appena metti il costume e il cappello è tutto fatto, questa è la ciliegina sulla torta. E con Bruce c’erano molte di queste piccole cose che aveva, come i sigari e gli occhiali, capelli ben preparati, vestito perfettamente aderente, questo era lui. Ci sono molte foto di Bruce riguardanti quel periodo della sua vita. Frequentava i migliori club di Londra e aveva un autista, se la godeva alla grande. In un certo senso strigliavano la polizia e i detective costantemente, tipo spendendo i soldi ancora caldi (delle rapine).
Come hai perfezionato il suo accento?
Le voci sono sempre una sfida. Ho sempre dovuto lavorare ad ogni accento. Ho lavorato con un insegnante di dialetto, una signora chiamata Penny Dyer con cui avevo lavorato sia in produzioni teatrali che in film. E ho speso molto tempo per perfezionare le piccole cose idiosincratiche che Bruce aveva nel suo accento. Non era un semplice ragazzo del sud di Londra, era stato cresciuto come un figlio della guerra di Londra, così ha avuto un lieve arrotondamento “Suffolk” ad alcune sue parole. C’erano un paio di suoni nelle parole che ho dovuto acquisire per sembrare autentico. Spero di aver fatto un buon lavoro. È un bel accento. E inoltre ero circondato da alcuni veri Londinesi  – alcuni grandi attori come Paul Anderson e Neil Maskell –  così ho potuto ascoltare il loro reale accento londinese, ovviamente questo mi ha fatto capire come essere ancora più autentico e riuscire a fere le cose nel modo giusto.
 

Qual era la relazione di Bruce con il resto della banda?
Nella vita reale i rapinatori del  grande treno passano molto tempo gli uni con gli altri, ciò di cui sei consapevole quando leggi le storie e guardi i documentari, è quello che non avrebbero mai fatto. Non hanno mai rivelato i nomi dei membri della banda, anche se sono andati in prigione. Sto dicendo che ci sono alcuni ladri che attualmente non sono mai andati in prigione in quanto la polizia non ha mai avuto i loro nomi. Cioè c’era questo cameratismo, questo reale senso di amicizia tra loro. Il nostro direttore Julian Jarrold e tutti gli attori provano questa cosa come fosse autentica e hanno creato un senso di forza e di legame fraterno, dovevamo farlo sembrare reale. Così ci siamo esercitati tantissimo e abbiamo provato tantissimo ciò significa che ci siamo conosciuti molto. Erano un bel gruppo con cui lavorare e non vedo l’ora di vedere le loro performance più della mia.

E in fine, quanto vedremo Bruce nel secondo film, A Copper’s Tale?
Ci sono diverse scene in cui Bruce appare nel secondo film e sono tutte molto brillanti. C’è una scena in cui sono sicuro che la gente non crederà che stia succedendo, ma a quanto pare lo ha fatto. È una scena dove lui in qualche modo riesce a convincere i poliziotti che non è Bruce Reynolds facendo qualcosa di folle ma allo stesso tempo brillante e questo è ciò che gli permette di scappare e andarsene per un paio di mesi.
È stato bellissimo da filmare e ricordo che quando mi è stato detto che Jim Broadbent aveva accettato il ruolo del detective ero molto felice che fosse lui a interpretarlo. È stato eccitante e bello essere parte della seconda storia. Era veramente una cosa grandissima la caccia a questi ladri e come loro avevano umiliato le forze di polizia in modo evidente. La polizia ebbe la sua grande vendetta nei loro confronti  e li fermò. Trent’anni (la pena) sono uno grande periodo di tempo per un ladro, ma si doveva creare un precedente e fare in modo che fossero d’esempio a tutti.

È stata una bellissima esperienza filmografica ed è una scena fantastica quando finalmente Bruce viene catturato. L’energia tra me e Jim quando abbiamo girato questa scena è stata fantastica, è stato un bel momento perché senti quanto questi due uomini si erano spinti oltre pur essendo sui lati opposti dei binari, anche se in qualche modo si assomigliavano. Ho passato un paio di giorni davvero piacevoli girando questa scena.
Se volete pubblicare questa nostra intervista tradotta sul vostro sito, blog, pagina Facebook & quanto di simile, vi chiediamo gentilmente di citarci. Grazie 🙂
Traduzione a cura di Angela per il Luke Evans Addicted Italia
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