Diesel celebra Luke Evans!

Nuova intervista tradotta per voi dallo staff di Luke Evans Addicted Italia!
Questa volta andiamo indietro di un anno, quando Luke era impegnato nei progetti cinematografici di Immortals e I Tre Moschettieri. Ma anche intento a festeggiare il suo 32esimo compleanno (per chi non ha avuto modo di seguirci qualche settimana fa, in occasione del compleanno di Luke abbiamo preparato due regali appositamente per lui! Cliccate qui per vederli… o anche rivederli!)
Per i suoi 32 anni, Diesel ha organizzato un party straordinario presso gli spettacolari uffici del marchio italiano King’s Cross. Evans era circondato dalla famiglia, dagli amici (inclusi Katherine Kingsly, Holly Goodchild e Tonya Meli) così come da Giacomo Nicolodi e Sophia Kokosalak di Diesel. In questa intervista racconta a GQ il modo in cui è possibile perdere peso come se foste una divinità, come fare quattro chiacchiere con Christoph “Hans Landa” Waltz [Hans Landa è il nome del personaggio interpretato da Waltz nel film Bastardi senza gloria, ndt] e cosa Aramis ha in comune con Batman…

GQ: Per Immortals hai completamente trasformato il tuo aspetto fisico. Come hai fatto a perdere 33 libbre [equivalente di 15 kg, ndt] in 3 mesi?
Luke Evans: È stato davvero intenso. Ricordo il primo giorno quando ho visto 16 stuntmen che si erano già allenati per 4 mesi e ho pensato “Cosa ho fatto? Ho sbagliato alla grande qui…”. Ma ho messo la testa giù e sostanzialmente sono andato avanti. Avevamo tre allenatori e facevo un misto di chapala yoga e kung fu, palestra e molto cardio. Facevo 4 o 5 ore al giorno, per 7 giorni alla settimana. Ero diventato una specie di animale – sveglia, allenamento, cibo, allenamento, frullato, allenamento, sonno. Era impegnativo.

GQ: Qual è stata la parte più dura dell’allenamento?
Luke: Ho sempre trovato cardio la più monotona. Correndo sul tapis roulant ho capito perchè i criceti sono pazzi. Il mio allenatore ha cercato di rendere le cose più interessanti – una volta alla settimana, mi svegliava alle 7 della mattina e prima della colazione correvamo su e giù le 21 rampe di scale dell’hotel per tre volte. Inoltre, hai costantemente fame perchè mangi solo quello che il tuo corpo può bruciare – non vuoi accumulare altro. Sei come una macchina in elaborazione. Ma avevamo i nostri “giorni imbroglioni” – c’era un ristorante che cucinava delle ottime bistecche dove io e Henry Cavill andavamo una volta a settimana. Prendevamo una grande costata di manzo, patatine e un paio di pinte. E ce le gustavamo!

GQ: Com’è stato andare alla fiera della WonderCon per la prima volta?
Luke: Davvero interessante perché queste persone vivono per i film e questa è l’unica volta in cui puoi vederli faccia a faccia. È molto bello perché provengo dal teatro, quindi sono abituato ad un’interattività immediata, rispondere e incontrare i fan all’ingresso per gli artisti. In un film non si ottiene nulla di tutto ciò. I fan erano molto ben informati – la maggior parte delle loro domande erano migliori di quelle dei giornalisti. Ovviamente avevamo anche Superman [Cavill] con noi, che era il clou…

GQ: Non vedi l’ora di vedere i fan travestiti dal tuo personaggio di Immortals?
Luke: Non sarà così interessante come vedere le persone vestite da cavalieri Jedi. Non riesco a vedere abbastanza Darth Vaders in sovrappeso in giro per la fiera…

GQ: Com’è stato lavorare con Mickey Rourke?Luke: Onestamente non l’ho mai incontrato! Ho incontrato i suoi cani – eravo ovunque. Non ho mai avuto una scena con Mickey. Mi ricordo che aveva una voce incredibilmente profonda, come il rombo di un tuono. Tutti coloro che hanno lavorato con lui pensavano che fosse proprio una leggenda.

GQ: Stai cominciando a stancarti del paragone di Immortals con Scontro tra Titani?

Luke: Non posso mai stancarmi tanto visto che sto cominciando solo ora la promozione e le interviste, e il film uscirà il prossimo 11 novembre 2011. Devo sopportarlo. Le persone faranno dei confronti, entrambi riguardano la mitologia greca, ma il prodotto finale è estremamente differente. Sono due modi molto diversi di raccontare la storia.

GQ: Hai detto a Movieline che il tuo Apollo inizialmente aveva un ruolo maggiore in Scontro tra Titani. Cos’è che non è stato messo sul grande schermo?
Luke: In realtà penso che diverse di quelle clip sono online ora… Fondamentalmente Apollo era molto più un mediatore tra Zeus nell’Olimpo e Perseo sulla Terra. Aveva un ruolo più attivo. Sulla carta era piuttosto interessante come personaggio – ma è possibile vederli tutti su YouTube!

GQ: Qual è stata l’ultima opera teatrale che ti è realmente piaciuta?
Luke: Gemma Arterton in The Master Builder nel ruolo di Almeida – è stata assolutamente brillante. Ibsen [l’autore dell’opera, ndt] è molto difficile da seguire ma lei porta in vita il palcoscenico. C’era anche un grande cast. Io non vedo abbastanza il teatro. Volevo andare a vedere Frankenstein al National ma non sono riuscito a prendere un biglietto. Ma andrò a vedere Keeley Hawes in Rocket To The Moon la prossima settimana.

 

GQ: Sul set de I Tre Moschettieri, quanto tempo hai frequentato Christoph Waltz [qui sulla sinistra, ndt] prima di menzionare Tarantino?

Luke: Perché Christoph è una persona modesta e umile, ti senti quasi come se non si potesse parlare della sua carriera. È così normale e un incredibile essere umano. In realtà non l’ho nominato, anche se avrei tanto voluto farlo. Abbiamo parlato più della politica tedesca che di Tarantino. È davvero un bravissimo uomo – ha grandi tempi comici.

 

GQ: Hai legato con gli altri Moschettieri?

Luke: Ci siamo allenati tutti i giorni insieme. Ora considero Ray [Stevenson] e Matthew [Macfadyen] come i fratelli che non ho mai avuto. Sono ragazzi fantastici – spero ci sarà un sequel.

GQ: Com’è stato lavorare con James Corden?
Luke: È un altro mio buon amico ora. Lui interpreta Planchet, che era il nostro servitore. Fondamentalmente James era costretto a portare tutti i bagagli in giro ed essere il nostro tuttofare. Ma il ragazzo è divertente ed è stato così anche sul set.

GQ: Descrivi Aramis come un casanova con le qualità di un gatto, che ci fa ricordare Antonio Banderas nel Gatto con gli Stivali in Shrek. Come salvi questo personaggio dalla parodia?
Luke: [Ride] Lui si avvicina come un ninja alla Batman! È veramente furtivo e ha uno stile alla James Bond. Tutte le sue acrobazie sono davvero sensazionali. Ha ancora tutte le caratteristiche che lo associano al personaggio letterario di Aramis – qualità machiavelliche, studioso, con un passato molto religioso, fedeltà. Ho usato tutto questo e l’aiuto di Paul WS Anderson, che aveva un’idea chiara di ciò che voleva da ogni Moschettiere e dall’uso della tecnologia e delle coreografie per adattare il film al 21esimo secolo.

GQ: Hai studiato le precedenti versioni cinematografiche de I Tre Moschettieri?
Luke: Non le ho studiate ma le ho viste tutte. È una delle mie storie preferite ma non ho usato molto [queste versioni] – è bello avvicinarsi ad un personaggio, che è già stato rappresentato, con occhi nuovi. Sono io che l’ho interpretato, nessun altro e ho cercato qualcosa che avrei potuto aggiungere al personaggio e che lo avrebbe resto diverso. Ho fatto riferimento al libro piuttosto che ad altro.

GQ: Orlando Bloom è un grande attore, ma è un po’ riservato durante gli eventi con la stampa? Com’è sul set?
Luke: È un bravo ragazzo e siamo usciti spesso insieme. Abbiamo avuto modo di conoscerci – devi farlo sul set o altrimenti si sta molto soli. È veramente gentile – ha un bimbo ora, ho sentito. Miranda Kerr è assolutamente stupenda. Era incinta quando stavamo filmando I Tre Moschettieri. Sono una coppia dolce.

GQ: Abbiamo visto un uso e abuso della tecnologia 3D da parte dei registi. Cosa ne pensi a riguardo?
Luke: Il 3D che abbiamo usato ne I Tre Moschettieri era curato dalla Vince Pace/James Cameron, la stessa che ha sviluppato Avatar. Attualmente è la tecnologia più avanzata, non ti aspetteresti che venga usata in un film. Dà veramente dei benefici. Non sono più sicuro riguardo la conversione post-riprese in 3D – penso che il suo utilizzo stia per arrivare alla fine. Come attore non fa alcuna differenza – anche se era divertente stare seduto col costume d’epoca e indossare gli occhiali, guardando il grande schermo al plasma…

GQ: Cosa stai leggendo al momento?
Luke: Attualmente sono a metà di The Amateur American di J Saunders Elmore, che è anche il film che farò verso la fine di quest’anno [per il momento il progetto non è ancora in fase di pre-produzione, ndt]. Il libro è molto diverso dalla sceneggiatura – tratta molta più politica – ma è grandioso avere molto più materiale da consultare. Presto incontrerò il regista [Ross Katz] che è sembra che anche lui sarà un personaggio del film. È davvero una grande storia.

GQ: Qual è lo status dell’horror No One Lives a cui sei stato legato?
Luke: È un’altra storia molto interessante. Mi piacerebbe farlo ma stanno già facendo la scaletta e il resto. È una sceneggiatura brillante ed è un horror/thriller, un genere che non ho mai interpretato prima. È difficile trovare un film indipendente. Non voglio parlarne per scaramanzia.

 

GQ: Come hai iniziato a lavorare con Diesel?

Luke: Ho incontrato Giacomo Nicolodi l’anno scorso a Cannes durante la promozione di Tamara Drewe. Eravamo a una festa e siamo stati presentati. Per uno come me cresciuto nel sud del Galles, un paio di jeans Diesel rappresentavano la cosa da avere – se potevi permettertela. Non ne ho posseduto un paio fino ai vent’anni. Dissi questo a Giacomo e dopo due settimane fui invitato ad una cena dove ho conosciuto Renzo Rosso e Sophia Kokosalaki [la designer di Diesel Black Gold]. Amo i loro vestiti e le persone che lavorano per Diesel sono fantastiche. Sono stato talmente fortunato da andare al loro fashion show, che aveva di tutto, dal paio di jeans invecchiati al completo da uomo. Puoi sempre parlare di un jeans Diesel – il taglio, come calza, come appaiono – e non annoiarti mai quando entri in un negozio Diesel. Renzo è incredibile – ogni volta che sono in sua compagnia, è così d’ispirazione. Ha questa energia, si circonda di brave persone e sono italiane, quindi sono fantastiche.
 
Se volete pubblicare questa nostra intervista tradotta sul vostro sito, blog, pagina Facebook & quanto di simile, vi chiediamo gentilmente di citarci. Grazie 🙂
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