Luke Evans intervistato da Collider

The Raven sta per arrivare nelle sale americane il prossimo 27 aprile e Steve Weintraub del sito Collider ha avuto la possibilità di intervistare il nostro Luke a telefono mentre si trova in Nuova Zelanda per le riprese di Lo Hobbit. Ed è proprio di Lo Hobbit che parleremo in questa parte dell’intervista che abbiamo tradotto per voi! La versione completa sarà postata dal sito la settimana prossima, quindi restate sintonizzati 😉

Il regista Peter Jackson sta girando questo suo nuovo film usando un metodo del tutto “anticonvenzionale”, usando la Red Epic in 3D (per capire di cosa si tratta, vi basta cliccare qui) e spingendo i limiti del cinema verso delle riprese da 48 fps (frames per second, in italiano fotogrammi al secondo) invece del solito 24 fps. Ciò significa che durante i movimenti della telecamera o le scene d’azione vedremo delle immagini molto più nitide. L’intervistatore ha quindi chiesto a Luke di spiegare la sua reazione e il suo pensiero riguardo questo nuovo metodo di ripresa e su cosa significa essere coinvolto in questo film.

Collider: All’inizio, quando abbiamo cominciato a parlare, hai detto di trovarti in Nuova Zelanda. Devo dire che il Signore degli Anelli è tra i miei film preferiti di sempre, e sono davvero, davvero emozionato di vedere Peter Jackson dirigere Lo Hobbit. Vorrei tanto sapere come stanno andando le cose per te e quanto è eccitante far parte di una produzione di questa portata?

Luke: E’ stato estremamente emozionante. Sembra che tutto ciò che ho fatto finora mi abbia condotto fino a questo lavoro e lavorare con il Maestro in persona in un progetto che è la sua creatura da… tanto tempo fa. Sento di essere molto fortunato a trovarmi qui. Sto assistendo alla creazione di questo progetto e poi a come Pete lo sta facendo. [Se non sei dentro], puoi soltanto leggere cosa hanno detto i ragazzi che erano nei primi tre film e come hanno parlato dell’esperienza d’essere in Nuova Zelanda e lavorare con Pete e il lungo periodo di tempo che trascorri qui… ero geloso, in senso positivo, ma sono sempre stato invidioso di questa esperienza. E ora sono qui, e ora sono realmente uno di quei ragazzi. Ricorderò sempre questa come una delle esperienze della mia vita… E’ stato fantastico, assolutamente fantastico. Sì, staremo qui fino a luglio, quindi ho ancora un po’ di mesi, alcuni mesi anche di pazzia e tensione. Quindi, sì, è grandioso.

Collider: Quando sei arrivato in Nuova Zelanda? So che sarai in entrambe le parti, questa è una di quelle cose per cui devi essere lì per otto mesi, hai avuto modo di andare via per un po’? Com’è la scaletta di questa produzione?

Luke: Sono qui dallo scorso agosto. Sono arrivato il primo di agosto dello scorso anno. Ma, sai, in un film di questa portata hai diverso tempo libero, quindi sono potuto tornare a casa un paio di volte. A febbraio sono tornato e rimarrò fino alla fine, quindi per me questo è il periodo più lungo.

Collider: Sto per farti una domanda nerd: una delle cose per cui sono più emozionato è che Peter Jackson sta girando i film di Lo Hobbit con la Red Epic, con 48 fotogrammi al secondo invece di 24.

Luke: Sì.

Collider: Non so se sei un nerd dei film come me.

Luke: E’ la prima volta che si fanno delle riprese di questo tipo. Anche se non sei un nerd puoi assolutamente vedere la differenza, è eccezionale.

Collider: Hai visto qualcuno dei dispositivi sonori su quegli schermi? Perché una delle cose che penso i fan casuali non capiranno sarà che grazie ai 48 fotogrammi al secondo si riducono i movimenti sfocati. Hai visto qualcuna delle scene d’azione senza questi movimenti sfocati e cosa è sembrato ai tuoi occhi?

Luke: Sì, ho visto qualche scena d’azione ed è incredibile. Davvero. E’ la velocità più vicina a quella dei propri occhi che io abbia visto su schermo. E ci vuole un po’, quando indossi per la prima volta gli occhiali, per apprezzare cosa realmente sta avvenendo. Perché gli occhi non ti stanno ingannando, non c’è alcuna sfocatura, è assolutamente efficace. Specialmente per la mancanza di sfocatura, che è qualcosa con cui abbiamo sempre avuto a che fare con le riprese in 3D, e ora non più. Quindi, sì, stiamo facendo la storia della tecnologia allo stesso modo di quella cinematografica.

Se volete pubblicare questa nostra intervista tradotta sul vostro sito, blog, pagina Facebook & quanto di simile, vi chiediamo gentilmente di citarci. Grazie 🙂

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